sabato 25 aprile 2009

In balìa dei sensi


Sentì una piccola goccia di sudore rigarle il viso. Si passò una mano tra i capelli. Erano bagnati e per questo li sentiva arricciarsi di più. Aprì gli occhi e li immerse nei suoi. Era lì, fermo, che la guardava. La guardava sempre quando facevano l’amore. Avevo quel modo di rubarle il piacere, prima di tutto con gli occhi. La sua curiosità per i dettagli, le forme, le espressioni del viso durante il piacere. All’inizio ne era imbarazzata, ma poi con il tempo aveva imparato a sostenere e amare quegli sguardi. Ora le piacevano i suoi occhi curiosi e spudorati. Le piaceva essere guardata in ogni angolo ed essere toccata , plasmata da quelle mani irrefrenabili che le stringevano i fianchi e poi correvano per tutto il corpo, intorno alle labbra, lungo la schiena. A un tratto lei le fermò e le strinse tra le sue, mentre dall’alto dei suoi movimenti lo guardava godere e sorridere.
Respiri in gola, forti, da non essere trattenuti. Forti, da essere gridati.
Sentiva il suo respiro nella penombra della stanza.
- Mi piace sentirti gridare…-, disse lui, ormai esausto.
Lei sorrise, tirandosi indietro i capelli. Si accovacciò sulle ginocchia. Si avvicinò al suo viso. Lo baciò teneramente. Un bacio, quasi impercettibile sulla sua barba incolta. I respiri, ancora tra le sue labbra scarlatte, calde, piccole. Lui le toccò la fronte, i capelli.
- Sei tutta sudata, piccola..
- Si, fa caldo.
- Vieni qui, ti asciugo….
Le strusciò il naso contro il suo. Lo baciò. Le baciò le labbra, la fronte, le palpebre, le guance.
- Fammi un po’ di posto vicino a te…-, biascicò lei tra quei baci casti.
- Come ?
- Fammi un po’ di posto vicino a te…
Si spostò appena appena, con il bacino.
- Vieni qui, vieni qui vicino a me.
- Addosso a te ? Con tutto il corpo ?
- Si, non mi pesi…
Lei ubbidì. Si distese nuda sul corpo di lui. Erano stretti, fusi. Appoggiò la testa sul suo petto. Carezzò i suoi peli morbidi e ci strusciò sopra tutto il viso con un espressione divertita. Sorrisero. Gli pizzicò la pancia una, due, tre volte. Fece scorrere la mano sul suo sesso e lo strinse per sentire e rubargli tutta quella forza e quella tenerezza. Lui le posò le dita sotto il mento e lo sollevò dolcemente. Lo guardò da così vicino che le sembrò di perdersi. I suoi occhi caldi e scuri. I baci teneri, poi umidi, voraci, affamati. Per un attimo, lei si staccò per guardarlo da così vicino, aveva bisogno di perdersi ancora e ancora.
- Che c’è ?!?!?! -, chiese lui passandole un dito lungo il contorno delle labbra umide.
- Niente -, rispose stringendolo forte.
- Mmmm! Che c’è ?!?!??!?!
Posò la testa accanto alla sua, sul cuscino. Sorrise silenziosa e chiuse gli occhi.
Le palpebre distese. Le labbra schiuse. I sogni e i desideri, intatti.

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