domenica 17 maggio 2009

Il viaggio


Il viaggio non era stato lungo. Ricordo che avevamo deciso di partire all’improvviso,
senza nulla di preparato. La strada era lineare, perfetta. Parole calde e allegre, avevano accompagnato la nostra piccola fuga.
Il cielo era nuvoloso, ombroso….sembrava una cappa grigio-perla…e rendeva tutto
un po’ più pesante. Hai parcheggiato davanti al mare. Ho tolto la cintura e mi sono
stiracchiata sul sedile. Mi sono girata sulla sinistra e mi sono sporta indietro, verso il sedile
posteriore, nella ricerca della borsa ,che solo poco prima, avevo messo lì.
Ho tirato fuori il termos. Due bicchieri di plastica. Ho versato lentamente il thè
che continuava a fumare. L’abbiamo bevuto a piccoli sorsi.
Ogni tanto mi fermavo e soffiavo sul bordo del bicchiere-thè, nel vano tentativo
di arrestare un po’ del suo calore, mentre alla radio Lou Reed , cantava “ A perfect day
Tu, invece, non soffiavi. Ma ad ogni sorso deglutito, ti inumidivi le labbra.
Ti stavo a guardare, rapita da quel tuo piccolo fare. Quel gesto, che ogni volta,
mi faceva impazzire. Ti ho passato le dita tra i capelli, con cura, cercando di pettinare anche i pensieri poi ho giocato ad intrecciarvi le dita. Era una cosa che facevo spesso,anche con i miei
capelli. Era una cosa che mi placava nei momenti di ansia.
Ma quello non era un momento di ansia, anzi….
Hai sorriso e hai abbassato i sedili. Ci siamo stesi a guardare il cielo e non capivamo la differenza. Tra cielo e mare. Era un tutt’uno, un colore magico, che però, continuava a non piacerci.
Siamo scesi dall’auto. Abbiamo passeggiato in silenzio tra le stradine di un posto sconosciuto. Erano semi-vuote ….pochi negozi, piccoli, particolari,antichi.
Adesso che ci penso, .che ripenso alle stradine, ai negozi, sono solo questi gli aggettivi
che mi vengono in mente per descriverli.
Hai alzato il bavero del cappotto e hai messo un braccio intorno alla mia spalla.
Mi hai lasciato un bacio tra i capelli, dicendo, solo, - Come sono profumati…-

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