mercoledì 27 maggio 2009

Non ho questi generi di conforto


E’ una delle persone che ammiro di più. Ogni volta, e succede raramente, che fa un’apparizione televisiva, resto rapita davanti al televisore. Se c’è qualcuno intorno a me che chiacchiera, chiedo silenzio. Perché così va ascoltato, Erri De Luca. In silenzio. Ma credo che sia un silenzio che giunge naturale, perché ha un modo di esprimersi, una profondità e una bellezza dell’anima che viene fuori ad ogni parola, prende corpo in ogni pensiero. Non ho letto moltissime cose sue, anzi forse solo due o tre libri. Ricordo però, di aver letto molti anni fa una sua introduzione a un libricino, ( edito minimum fax ), di poche pagine e che racchiudeva un’intervista a uno degli scrittori che più amo in assoluto e che è Cèline. Erri De Luca, parla dell’inverno del 1980-81, a Napoli. La descrive una città spaesata dal terremoto, quel terremoto che ricordo bene. Lavorava in un cantiere edile e un giorno su un marciapiede trova “Viaggio al termine della notte “, il libro capolavoro di Cèline. Lo compra. Lo legge avidamente dopo il lavoro, stanchissimo in metropolitana. Poi lo butterà. “ Per amore “, dice. Per non correre il rischio di una rilettura. Rischio che invece avrebbe potuto correre, perché io alla seconda rilettura l’ho trovato ancora più bello. Le parole che De Luca scrive, hanno la stessa profondità di quelle che esprime. Non sono solo “ parole”. Non so dire cosa siano. Ma hanno peso, valore, sono tangibili. Sono calde. Autentiche. Avvolgenti d’umanità. E quando lo ascolti, rapito ogni volta, anche per pochi minuti diventi un essere umano migliore. Mi piacerebbe tanto conoscerlo. Starei ad ascoltarlo per ore, magari seduta in un angolo a terra. Io ci farei “all’amore” con quelle parole, con il suo viso scarno, con ogni sua ruga, con quegli occhi chiari, con la fronte spaziosa,con tutti i suoi anni, con quel corpo asciutto ma atletico. Ci farei l’amore con quella profondità d’animo capace di bruciare in un secondo tutta la bellezza frivola del mondo. Le cose giuste, o le parole giuste, ho sempre pensato che non esistessero. E continuo a pensare che non esistano. Eppure tutte le volte che ascolto quest’uomo, non posso non pensare che le sue parole siano vere. E giuste. Soprattutto giuste.
Girando su youtube, ho trovato quest’intervista a De Luca, fatta dalla Bignardi. Erano i giorni successivi al terremoto dell’Abruzzo. La Pasqua era vicina. Mi ha colpito una cosa, tra le tante. La Bignardi dice – Domenica è Pasqua, cosa mangerà ?
- Non lo so, non ho ancora fatto la spesa -, risponde Erri De Luca.
- Con chi lo passerà. Da solo ?
- Ci sarà mia sorella.
- Ma lei non ha una moglie o una fidanzata ?
Rimane in silenzio per due secondi e poi risponde.
- Non ho niente di questi generi di conforto.
Che è una risposta bellissima. In quel momento ho capito che era un’altra cosa giusta, quello che aveva detto. Da un lato è una frase ironica, dall’altro lato è sempliciemente una cosa fondata. Una persona al nostro fianco non è solo qualcosa da “ sfoggiare “ come fanno in molti, per difendere o camuffare la propria solitudine. In altri casi, non è solo emozione o trasporto o passione ma per la maggior parte dell’esistenza, è “ conforto “. Aiuto nei momenti no, in quelli decisivi, nei giorni di festa e in quelli del lutto, nei giorni di sole e in quelli pioggia. Conforto, una parola di inaudita bellezza. Non la si usa quasi più, di questi tempi. Tutti “dobbiamo” essere “duri” e sorridenti. Tosti e aggressivi. Sempre pronti a ribattere, a fare la guerra..Invece, quanto conforto meritiamo o dovremmo donare … Specie dopo il tramonto o alla sera prima che giunga la notte, quando la malinconia vorrebbe invadere le stelle e soffocare la luna… Quanto conforto, mio Dio !
Anni fa, Erri De Luca, fu ospite nella biblioteca a quattro passi da dove ora lavoro. Non mi pentirò mai abbastanza di non esserci andata quel giorno.


5 commenti:

  1. bellissimo post,quello che hai scritto è giusto è una grande persona,notte lucia e bacio.

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  2. Veramente particolare. Una persona seria, chiara. E' veramente piacevole da seguire. Mi sembra vera, schietta.
    Si hai ragione.
    Questi generi di conforto, non sono per tutti.

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  3. Non smetterò mai. Non è possibile farlo. Neanche quanto tutto finisce il peggiore dei modi. Sono solo le persone che si convincono del male dell'altro, si lasciano catturare dal dolore e non lo fuggono. Il rancore prende le loro mani e gli serve un pugnale appuntito.
    Io chiudo gli occhi e ricordo i suoi, le mani fra i capelli e il suo odore.
    Ricordo quante volte mi sono accoccolata dentro di lei, quante volte lei mi ha abbracciata e quanto ne ero fiera.
    Solo questo ricordo.
    Tutto il resto è fumo sui nostri cuori e come tale non lo vedo e non lo considero.
    Impalpabile rimane avvolgendo il mio cuore

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  4. grazie per aver lasciato traccia nel mio blog.
    è sempre interessante scoprire persone come te.
    il complimento è assolutamente ricambiato.
    un abbraccio. ^_^

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