giovedì 18 giugno 2009

Cardiologia


Come una pazza. Come una pazza ho radunato oggetti, libri, cd, parole che mi avevi regalato. Ho preso tutto. Ne fatto fagotto. Ho buttato via ogni cosa. Ho dovuto differenziare per buttare via i segni del tuo passaggio nella mia vita. Alcuni indumenti che mi avevi donato, sono finiti nella cesta della caritas. Quel golf rosa, scalderà il corpo di un’altra donna, non più il mio. I biglietti dei treni, dei viaggi insieme , strappati, fatti a pezzi e buttati nella carta straccia.
Ho scoperto di aver conservato robe assurde. Carta di cioccolattini, una scatola di cerotti con i quali medicasti il mio piede, una volta che mi ero fatta male. “ La gente conserva cose assurde “, ho pensato. Ero diventata una specie di clochard che andarva in giro con il suo sacco di sogni e di ricordi. Ho buttato via quel sacco.
I libri regalati, quelli non ce l’ho fatta a buttarli via. Ho troppo amore per i libri. Ne ho fatto bookcrossing. Li ho lasciati su diverse panchine. Saranno di qualcun altro. Ho lasciato andare via da me, anche il libro che mi regalasti in quel pomeriggio di maggio. Avevamo fatto l’amore per la prima volta.
“ Voglio regalartelo, così ti ricorderai di questo giorno ogni volta che lo vedrai “.
Qualcuna altro lo leggerà e accoglierà i miei ricordi.
Non volevo più intorno a me cose che mi potevano ricordare te.
Anche se so che è una cazzata, perché erano cose materiali. E le cose belle e brutte che mi hai fatto sentire, beh, quelle resteranno chiuse nella mia raccaforte privata.
Non ti odio, no. Non potrei mai. Non si può odiare che ti ha fatto sentire viva davvero.
Ma devo prendere una parte del mio cuore gonfio e farlo volare via. Lo devo a me. Per andare avanti senza te.


21 commenti:

  1. sai che non è affatto una cazzata?

    fu quando cancellai tutto, ma proprio tutto che guarii più in fretta. ed inaspettatamente.

    circondarsi di ricordi non fa che perpetrare nell'anima qualcosa che nella realtà non è più. e ci si gonfia di dolore come dei rospi.

    quando riuscirò anche stavolta a far piazza pulita dei ricordi materiali so per certo che il mio cuore uscirà dalla melma facendo passi da gigante.
    mi ci vorrà una squadra di traslocatori, è vero, poichè è sparso ovunque; in borsa, in camera, in sala, in auto, sul comodino, negli armadi, nel bagno, nei cassetti, nel frigo, in terrazza.

    in bocca al lupo lu, hai intrapreso la strada più giusta... :')***

    §enza

    RispondiElimina
  2. lo so che la strada giusta. avrei dovuto imboccarla da tempo. un abbraccio forte...ce la farai anche tu lo so....

    RispondiElimina
  3. è giusto, questo serve,ci vuole coraggio,e poi serve voltare pagina,notte lucia.

    RispondiElimina
  4. i ricordi ci fanno sanguinare gli occhi...


    scusa l'intrusione.

    RispondiElimina
  5. Noi siamo fatti di passato, il passato ci ha forgiati... E' giusto dimenticare e rimuovere ciò che è stato doloroso, intanto l'impronta rimarrà sempre in noi... Un bacio. L'amico di via Chiaia...

    RispondiElimina
  6. Capisco. Capisco bene questo volersi "sbarazzare" anche del più piccolo oggetto che ti lega a lui. E' una sorta di pulizia. Di voler far ordine. E con l'anima come la mettiamo? ...perchè nel momento in cui, il cuore, offeso, e lacerato, si copre il volte e va via... resta soltanto quella: l'anima. Scoperta, e senza difese.

    RispondiElimina
  7. Non lo trovavo. Cavolo. Non trovavo un sacco dove poter buttare tutto ciò che avevo di te. Scesi le scale e aprii la porta. Un vecchio secchio. Sta bene.
    Andai nell'ultima stanza della mia casa, trascinando dietro di me il mio secchio. Grosso, di latta, col coperchio. Ad ogni cosa aprivo il coperchio, la gettavo e serravo il coperchio.
    Libri, giochi, indumenti, lettere, foto. E perchè no, pacchetti di sigarette scritti, tovaglioli del pub con i nostri nomi, quella cravatta nera... si si. Via tutto.
    Voglio respirare. Ora sto male, ma poi andrà meglio. Si, andrà meglio.
    Camminavo per le stanze, dall'ultima a salire. E via tutto. Mi sentivo un minimalista. Non volevo nulla attorno a me, tranne un letto e una sedia.
    Via tutto. Tutto.
    Compulsiva, contratta, lo stomaco sotto sopra. Mi muovevo in preda ad un delirio.

    Apro un cassetto. Mi fermo. Lo prendo in mano. Un marshmallow con un tuo morso. Ne mangiavi un pò e poi non riuscivi a finirli. Troppo dolci, stucchevoli. L'ho portato alla bocca. C'era il tuo sapore. Il tuo respiro.
    Sono crollata in ginocchio e ho pianto. Ancora.

    RispondiElimina
  8. amico di via chiaia, chi sei ? avrei preferito un nome...

    RispondiElimina
  9. si manu l'anima è nuda....ma cercherò di metterle sciarpa e guanti. guarirà, dovrà guarire...baci

    RispondiElimina
  10. cara ashey...le tue parole mi entrano dentro, sempre come coltello....un abbraccio

    RispondiElimina
  11. ops! via Chiaia = Guido...

    RispondiElimina
  12. Il problema è che, cancellando, va via una parte notevole anche di te stesso. E' per questo che io, maledizione, non ci riesco

    RispondiElimina
  13. oh,Lùùùùù.....sei qui!col cuore gonfio e l'anima costretta!silenziosamente con te...
    prenda e oro.

    RispondiElimina
  14. ti ho riconosciuta da quel Lùùùùù....un abbraccio forte M.

    RispondiElimina
  15. Ciao sono Dianavera (blog su Libero). Sono passata a trovarti. Cara amica il tempo di aiutera'. Ci sara' un nuovo amore che ti ridara' la gioia perduta. Hai dentro di te tutto quel che occorre per farcela. La vita è fatta di addii, bisogna imparare l'arte dell'addio. ma come tu sai la vita è fatta anche di sorprese. Un abbraccio. Sono in partenza per un breve tour in Russia. Con un'amica prchè il marito non ama viaggiare. Non dimenticarmi.

    RispondiElimina
  16. la cosa dei cerotti lì a me ha colpito.
    cioè uno pensa che sia una cosa assurda.
    però ha il suo perchè.

    RispondiElimina
  17. ciao diana, ma como potri dimenticarmi di te ? non ci penso affatto...verrò a leggerti prima e dopo il viaggio..baci

    RispondiElimina
  18. infatti non è assurda niko...è tenera...un abbraccio

    RispondiElimina
  19. Buono a sapersi, non sono l'unico pirla che conserva biglietti della metro timbrati e scontrini di cioccolati caldi alle tre di mattina.
    Io non butto via mai niente, tanto alla fine il dolore passa comunque. E poi la canzone che ti sorprende quando meno te lo aspetti, un modo di dire, un luogo, un amico comune, quelli non li puoi cancellare né gestire. Preferisco nascondere per un periodo e poi, quando le acque si sono calmate riprendere tutto in mano e rivivere, ma con distacco.
    In bocca al lupo.

    RispondiElimina
  20. hai ragione, in fondo è così buttare via le cose non è servito a nulla. ma quel giorno la rabbia era tanta...un abbraccio

    RispondiElimina