sabato 20 giugno 2009

Tutte le sere...


Tutte le sere, alla stessa ora, ormai da giorni e con pazienza inossidabile,
passava in quel vicolo stretto, davanti all’ hotel Doria, dove le finestre sono
attaccate una all’altra come occhi di una stessa casa. Camminava lentamente,
rigirando il proprio vuoto tra dita gelate. Ascoltava il rumore dei suoi passi.
Intorno, nessuno.Ovunque cercava segni che appartenessero a lei :la sua figura
venire da lontano , il suo lieve incedere, il nobile passo….ma non l’aveva vista
che una sola volta. Eppure, pensava ai suoi riti quotidiani. Alla sua solitudine.
Ai suoi amori. Ai suoi sogni da bambina. Alle sue labbra belle e tremanti. Idee
irritanti. Domande che non prevedevano risposte.
Aveva voglia di mordersi le mani. Aveva voglia di latte con i biscotti.
Aveva voglia di urla dal balcone…aveva…voglia….di sentire la sua voce.
Allora, restava lì anche per ore.Vana speranza di poter rubare un gesto.
Una luce. Un calore.Passo più leggero, stasera. Cappotto nero. Lungo. Pesante.
Una sciarpa di malinconia e una luna inesistente.
Con desiderio e rassegnazione cerca ancora quella finestra.
Sul davanzale, solo un reggiseno. L’emblema nero della sua femminilità
Battiti alla base della gola. Nello stomaco, falene notturne, danzavano incuranti.
Testa svuotata, oppure colma di un unico.
“Mi basta sognarti, anche solo immaginarti. Mi basta sapere che ci sei a questo mondo,
perché tutto mi sorrida “

5 commenti:

  1. bellissimo post,malinconico,ma bello,sa d'altri tempi,tempi lontani,buona notte lucia.

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  2. grazie achab ....anche a me sembra un sapore antico...bacio

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  3. mi piace questa definizione...baci

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  4. Vivere nell'attesa... che dolce agonia...

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