mercoledì 1 luglio 2009

Philip & Rose


Philip continua a pensare che l’unica compagna a lui destinata è Rose, la bicicletta che ha trovato in una notte di pioggia di circa tre anni prima. Era abbastanza tardi e lui era ancora per strada avvolto nel cappotto della sua malinconia. Camminava con la testa abbassata, sotto la pioggia, che diventava sempre più copiosa. Un freddo addosso e dentro…che spesso si sente, ma non si può spiegare. Un freddo impossibile da dire. Trascinò i suoi passi stanchi fino al parco, dove di solito passava le sue giornate. Lo trovò diverso. Gli sembrava più bello di notte…e forse un po’ più “ lontano “ con la pioggia. Come un’immagine che arriva da molto distante….come quando si guarda una foto, o si legge una lettera ricevuta anni prima.
Fu in quel parco che vide Rose per la prima volta. Se ne stava da sola, silenziosa, abbandonata. Lui le si avvicinò e la trascinò accanto alla panchina più vicina. Si tolse il cappotto e iniziò ad asciugarla, cercando di porre rimedio alla sua solitudine. Sono tre anni, ormai, che gira con Rose. Non ci sale mai sopra. Tiene il manubrio stretto tra le mani. Mani da vecchio. Rose se ne sta appoggiata a lui, con la delicatezza di una donna. Camminano insieme, sempre. Ma non fanno mai più di duecento metri. Philip se ne va per il paese a piccoli passi, ma sono passi pesati, trascinati, dosati, contati. E’ commovente quel camminare, quella danza ballata senza musica. Unica. Silenziosa. Impercettibile. Soffocata dai rumori di un mondo che non sa e non può capire quello “ spettacolo “. La gente dice che Philip è pazzo. Ma è pazzo di quella follia bella e pura. Ieri l’ho visto aggirarsi in quei duecento metri di paese. Per la prima volta, Rose non c’era. – E’ malata…..-, ha detto. Poi è rimasto in silenzio, tenendo una birra tra le mani. Ogni tanto ne tracannava avidamente un goccio. Sentivo un bisogno incessante di quella sua follia. Come sarebbe rinunciare a tutto ? A un tutto che ci sembra sempre un nulla ? Se glielo chiedi, resterà un po’ in silenzio, poi, passandosi una mano tra i capelli, con la sua voce lenta e strascicata, ti risponderà – Quel che conta è riuscire a passeggiare lungo il mare, ogni tanto….quando tira vento…e stringersi tra le braccia…senza temere la tempesta…..-

12 commenti:

  1. bellissimo il tuo post,veramente bello,complimenti,ciao lucia.

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  2. Ora spiegami perchè ... a queste parole piango.

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  3. non so...philip, non esiste a dire il vero...è un personaggio della mia fantasia..ma la sua solitudine si trova in molti esseri umani, sparsa come polline...un abbraccio

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  4. .. ho avuto la fortuna d'incontrare qualche 'philip' in vita mia.. persone che il viaggio e fors'anche la solitudine non avevano spezzato, bensì reso più sagge.. mi hanno sempre regalato parole capaci di farmela sembrar meno temibile, quella tempesta.. bisognerebbe non smettere mai, di ascoltarli.. i 'philip' che ci camminano a fianco nel mondo.. ti sorrido.. m.

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  5. mai smettere di ascoltarli. qui e là hanno lampi di saggezze un sorriso a te

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  6. ..ciao cucciola...
    in che fase sei oggi?..
    ..baciosa.. graffiante...carezzevole...o squartosa...?...
    Ti soffio un bacio...Loris....

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  7. in che fase sono ? in un periodo sereno...ciao loris

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