lunedì 7 settembre 2009

Risacca...


La città si sta svegliando e qualche rumore entra in casa. La porta-finestra è aperta. La persiana abbassata, ma non per intero. La luce dell’alba la sveglia. Scende dal letto e cammina a piedi nudi. Va in bagno e si stropiccia gli occhi. Beve un sorso d’acqua , in cucina. Guarda le cose lasciate in giro, sul divano, la sera prima. Torna a letto. Tanto è ancora presto. Lui sonnecchia ancora. Lei si distende accanto a lui e lo guarda in quel chiaro-scuro. Ha delle belle spalle. Larghe, forti. Si appoggia su un fianco e lascia vagare la mano sul suo petto. Le carezze lo svegliano. Sorride. Si gira.
- Ehiii…..
- Buongiorno…
Le mani di lei continuano a cercarlo mentre lui rimane immobile. Solo dopo un po’ se la stringe a sé. E la stringe improvvisamente così forte, che le sembra che il respiro le manchi.
Quando succede lei sente qualcosa nello stomaco. Come una stretta. Come una cosa che non la fa ragionare e che la trascina con sé, in preda ai sensi. Ha il viso sprofondato nel suo collo mentre lui le carezza la schiena. Struscia come una gatta sul suo petto e prende a baciarlo e a morderlo.
Con la mano afferra il cazzo pronto, teso, durissimo. Ha voglia di lui e di nessun altro. Lo prende il bocca e lo succhia con una voluttà che non conosce fine. Perché fa parte di lui. Perché è suo. Lui non ha difese. Le va incontro, ma con gesti incerti, lei lo vede il potere che ha su di lui in quel momento e questo le piace da matti. Continua ad averlo nella sua bocca. Continua a giocarci , a passarlo sul viso, a farlo entrare in bocca di lato, così da far sfiorare l’interno delle sue guance. Continua…. mentre sente la voce di lui dire che lo fa impazzire. Che non ha mai sentito una cosa così prima. Che è brava. Tanto brava e vorrebbe che durasse in eterno. Lo dice sussurrando il suo nome. Il suo nome. E questo le dà i brividi. Poi le afferra i capelli. Le carezza la testa. La bacia con dolcezza e trasporto. Le sfila la maglietta e gli slip. E la tocca. E la bacia. E la lecca. Hanno qualcosa negli occhi che è scintilla. Qualcosa di insaziabile. Lei lo stringe forte, sempre con quella stretta nello stomaco. Gli sale sopra. E inizia a dondolare. A danzare. A scopare. Gira il viso di lato e guarda loro due riflessi nello specchio dell’armadio. Si vede “ all’azione “ per la prima volta. Guarda il suo corpo che avvolge quello di lui. Guarda i suoi fianchi pieni che hanno fame di lui. Li guarda e li trova belli , per la prima volta. Si vede donna. I fianchi di femmina. Fianchi in azione che hanno fame e sete. Il mare quando si agita. Onde quando si infrangono e ritornano impetuose.
“ Una risacca d’amore “, pensa. Guarda il suo corpo dimenarsi. Non avere freni, argini.
- Non sono male all’azione….-, dice. Lui ride.
- Non sei male ?!?!? Sei bellissima….non smettere.
Lei non smette. Le mani di lui sui suoi seni che vibrano nell’aria.
Ogni tanto lui apre il palmo delle mani e le lascia in attesa.
In attesa dei suoi seni che arrivano, a un certo punto, in quella danza, a toccare la pelle delle sue mani. E poi li stringe ancora. E poi non li lascia.
- Hai delle tette che sono la fine del mondo…dei capezzoli stupendi…-, dice.
E allora si alza e ci affonda la faccia dentro.
Amore mio, lui dice. Amore mio.

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