lunedì 30 novembre 2009

Meno male


D’improvviso sentì le gambe tremare. Aveva visto da lontano quell’uomo fermo, vicino a una panchina. Stava parlando al telefono e sembrava proprio lui. Continuò a camminare mentre sentiva quello strano tremore spostarsi in altre parti del corpo. Gli passò accanto e vide che non era lui. Quest’uomo era più giovane e aveva i capelli un po’ più scuri. Eppure era impressionante il modo in cui gli somigliava. Indossava vestiti simili a quelli che indossava lui e aveva lo stesso modo di tenere la giacca sulla spalla. Il tremore lentamente passò e riprese la sua strada.
Più tardi, in libreria, rivide la sua figura tra gli scaffali. Lo guardò ancora . Lo guardò a lungo.
Si perse nei segni del suo viso e per le vie del suo corpo. Lui le passò accanto e lei sentì il suo odore. Aveva un buon odore, ma diverso da quello dell’uomo a cui somigliava.
Quell’odore lì, lei non l’avrebbe sentito mai più. Eppure lo sentiva tutti i giorni, perché
ogni giorno pensava a lui.
Sospirò. Si strinse nelle braccia.
Si fece piccola piccola. E cercò riparo tra i libri.

Chissà dove sei. E cosa stai facendo. Vorrei che i tuoi segni disseminati per la città
sparissero. Vorrei che i miei passi non fossero così precari. Vorrei che un bacio visto mi
facesse meno male…Vorrei che un viaggio riuscisse davvero a essere speciale senza di te.
E che una canzone, per una volta, non mi parlasse di te…
Vorrei che un posto, un qualsiasi posto, diventasse mio….perchè sono senza casa.
Senza tempo. Senza cuore…né cervello.

2 commenti:

  1. Potrei girare per ore ad occhi chiusi e riaprendoli vederlo in ogni forma e consistenza. Potrei addirittura sentire il suo odore addosso ad un'altra e morire di gelosia. Il cervello crea strane sinapsi per cui siamo completamente sconvolte da ciò che accade. La razionalità di ciò non fa altro che aumentare il sentore della distanza. A volte la testa sussurra che questa non verrà mai colmata, il cuore lo azzitta. Si continua a camminare. Verso dove, non so proprio.

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  2. cammino anche io. con passi incerti. forse i tuoi stessi passi...un abbraccio

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