giovedì 22 ottobre 2009

Colma di assenze


Oggi è un giorno difficile e sarà difficile arrivare in fondo, fino alla sera.

E' un giorno piovoso. E' uno di quei giorni in cui sento il dolore

che prende fisicamente corpo.

Ed è uno di quei giorni in cui sono presenti

tutte le tue mancanze.

La mia vita, è colma di assenze.

giovedì 15 ottobre 2009

Bagliori diversi


Passi fatti in fretta per strade conosciute.
Belle, leggiadre, vissute con sana abitudine.
Il cielo era terso, incipriato dal biancore di nuvole clementi.
Mi sentivo colma di sensazioni nuove e calde.
Traboccavo di continuo, felice del mio poco.
Ricca di pensieri leziosi e leggeri. Ma a tratti mi visitava la malinconia.
Il desiderio di cose sconosciute. La voglia di un calore diverso da
quello meteorologico che sfavillava intorno.
Per strada, piedi, occhi, labbra. Tutti così vicini e lontani.
Passeggiavo e mi sentivo sola. Poi in compagnia, poi di nuovo sola.
Le gambe hanno continuato ad andare avanti. Con fatica, hanno obbedito.
Ho temuto. Ho patito. Ho sognato. Ho comprato.
Orecchini lucenti che mi adombrano. Il mio viso bagnato di baci.
Il mio corpo, ora su questo letto che cerca bagliori diversi.
Luna inaccessibile. Pallidi crepuscoli dove avvolgere questo
gelo insensato.
Sono come un viandante che, incerto,
procede verso strade sconosciute, ma tante desiderate.
Non temo la mia intensità di spirito.
Temo i miei passi, perché troppo precari.
Agito le mani…sbuffo.
Rigiro il nulla tra dita ingioiellate di saggezza.
Asciugo lacrime irrisorie con vecchie asciugamani di tela.
E mostro i miei pensieri a uno specchio d’uomo che non mi riflette.
Sono vera. Introspettiva.
Sono luna e suono sommesso.
I miei piedi vestono i sandali della meraviglia….
e occhi, questi, che si destano al suono della tua voce.
Ti prego, non smettere,di parlare…

giovedì 8 ottobre 2009

Passando davanti a una pasticceria


Il sole è alto nel cielo, non sembra un giorno di inizio autunno. Lei aspetta che lui arrivi, che venga a prenderla. Eccolo. Si gira e lo vede. Gli sorride, lo bacia, infila il casco e sale in moto.C’è traffico, ma nonostante le auto, gli scooter e i mille strombazzamenti, arrivano da lui in dieci minuti. Parlano di cinema, di film visti di recente. Lei ha sete. Si versa da bere. Lui gli dice che nel frigo ha preso l’acqua minerale che di solito beve lei. E poi dei dolci. Ha preso anche dei dolci. Era passato davanti a una pasticceria e aveva visto le crostatine alla fragola . Sapeva quanto lei amasse le fragole e così le aveva prese. Glielo stava raccontando tra i baci e le carezze tra i capelli. Sei un tesoro, sussurra lei. Mangiano i dolci e parlano della loro giornata. Lei fa una telefonata, dà un’occhiata al giornale, va in giro per la casa tra parole e silenzi. Poi torna da lui. E’ seduto sul divano. Controlla dei documenti. Gli dà un bacio, gli accarezza i capelli. Prende i fogli, li posa sul cuscino e si siede a cavalcioni su di lui. Non dice nulla. Lo guarda soltanto. Tanto basta, tra di loro.Con gli occhi negli occhi lei cerca i bottoni della sua camicia. Li slaccia uno a uno leccando il contorno delle sue labbra. Avanti e indietro, lentamente. Ogni bottone è la scoperta di quella pelle che adora. Lui chiude gli occhi e le stringe i fianchi. Mi piace il tuo petto, lei dice. Mi fa impazzire. Lo accarezza con le mani e con il viso. Lo guarda sempre negli occhi e gli slaccia la cintura e i pantaloni. Si inginocchia davanti a lui e gli tocca il cazzo. Lui guarda le sue dita dipinte di rosso, scendere e salire su quella pelle meravigliosamente liscia e sottile. Glielo prende il bocca. Lo succhia come ha voglio di farlo. Lui la guarda. La guarda sempre quando lei lo fa. Ogni tanto lei alza lo sguardo e sorride con gli occhi. Lui gli afferra la testa e spinge il cazzo nella sua bocca, in fondo. Lei ha imparato a tenerlo senza troppo sforzo. Sta scopando con la mia bocca, lei pensa. Questo pensiero la eccita, ma con poesia. Perché lei lo sta mangiando con amore. Perché lo vuole tutto. Ogni centimetro di pelle. Lo vuole corpo e anima e cuore e braccia e gambe e pancia e testa e cazzo. Lui tira via le sue mani. Lei alza il viso. Vuoi soffocarmi? Lui, ridendo , risponde di sì.
Lei gli chiede di seguirlo. Lui ubbidisce. Lui fa tutto quello che vuole lei. E glielo dice all’orecchio.
Ma è lei che si mette nelle sue mani e si lascia spogliare, guardare. Lui le apre le gambe e le lecca la fica. Lei sospira, carezzandogli la testa. Lui non vorrebbe smettere mai. Lo fa durare a lungo ascoltando i respiri di lei. Li rincorre e li acciuffa nelle stanza, perché i respiri di lei se ne vanno in giro e si appoggiano sulle cose. Lui carpisce ogni segreto di ogni suo respiro. Lei non ha difese, fino a quando lui la stringe forte e se la tiene tra le braccia, sul petto. Poi è la voce di lei che si sente, flebile e dolce. Eccoti, dice, prendendolo dentro.
Si cascano addosso, ogni volta. Ogni volta non resistono che pochi minuti. Basta uno sguardo tra di loro e poi il mondo , tutto il mondo, diventa una scintilla. Scia luminosa.Tutto il mondo diventa coltello per frugarsi nell’anima e nelle viscere.
E lei continua ancora a frugarlo negli occhi e lo accarezza senza posa. Gli dice quanto sono belle le sue spalle, quanto ama perdersi nei suoi abbracci. Gli dice che la fa sentire viva e femmina e bella. Lui non smette di scoparla, di leccarla, di morderla. Si allaccia le gambe di lei intorno ai fianchi e poi le fa salire più su, quansi intorno al torace. E’ su di lei con tutto il suo corpo d’uomo. E spinge. E fruga. E scopa forte. Poi piano. Poi lo tira fuori e poi affonda di colpo. Lei geme.
Girati, le dice. Lei ubbidisce. Le lecca la schiena mentre la prende da dietro, completamente disteso su di lei. Con la mano la tocca tra le cosce umide. Le dice che la sua fica lo fa impazzire. Che l’odore della sua fica non lo dimentica mai. Che solo a pensarci si eccita da morire. La tocca e la scopa. Lei non ha parole. Lei è solo piacere dissolto che morde le dita di lui .
Amore amore amore amore amore amore amore amore amore amore amore amore amore.
Solo questo lei dice.
Amore amore amore amore amore amore amore amore amore amore amore amore amore.
Si gira con il viso. Gli cerca la bocca. Amore. E si nasconde tra i baci, tra i sospiri colorati.
Si girano, stringendosi con gambe e braccia. Si siede su di lui.
La guarda mentre, ora, si muove sul suo corpo e gioca con i suoi seni.
Ridendo lui dice che quella è la loro posizione preferita all’alba.
Lei risponde di sì. Che al mattino, tutte le mattine, pensa di star seduta così su di lui.
E di essere guardata, come solo lui la sa guardare.
Di fremere, come solo lui sa farla fremere.
Di piangere, come solo lui sa farla piangere.
Di gioire, come solo lui sa farla gioire.
Di vivere, come solo lui sa farla vivere.
- Ferma, solo un attimo, solo un attimo, solo un attimo.
Strascica le parole, mettendo le mani sui fianchi di lei, per fermali.
Solo un attimo.Che così mi fai fermare il cuore, lui dice. Così mi fai fermare il cuore, piccola mia.

domenica 4 ottobre 2009

Pensavo ai bambini


Pensavo ai bambini. Ai bambini che giocavano insieme. I bambini di ogni razza, belli, tranquilli.
Avevano voci musicali. Sorridevano. Sembrava un altro mondo. E poi ai palazzi. Pensavo ai palazzi. Alti, maestosi. E al cielo limpido. Questo si vedeva dal tuo balcone. Un cielo limpido al mattino e i bambini al pomeriggio. Ci penso sempre a queste due cose. Mi hanno lasciato dentro una serenità e un ‘emozione inaudita. Può sembrare sciocco. Forse lo è. Ma il più delle volte ci restano dentro cose inspiegabili, sensazione che faranno parte di noi. Resteranno uniche. Quei bambini non li vedrò mai più, ma ho dato un nome a ognuno di loro.