domenica 2 maggio 2010

Con te mi abbandono


Sentiva il cuore battere forte. Con un ritmo tutto sgangherato, che non aveva mai sentito prima.
Il viso sprofondato sul cuscino. E sulla guancia calda, la bocca dell’uomo che la baciava. Era alle sue spalle, dentro di lei, che la teneva stretta. Le sue braccia la circondavano teneramente, come a proteggerla. Il viso di lui si perdeva tra i capelli di lei. E poi sul collo. E lungo la schiena, dove depositò una serie di baci, dove fece scivolare la sua lingua calda.
- Ti tengo forte -, disse l’uomo.
La donna si sentiva protetta e respirava seguendo il ritmo sgangherato del suo cuore. Lui la fece girare, alzare e poi sedere sopra di lui. Lei era immobile. Si muoveva, con i fianchi, in maniera leggerissima. Si guardarono negli occhi e cominciarono a chiacchierare come se nulla fosse, come se fossero seduti in un posto qualunque con ,magari, davanti una tazza di caffè. E invece erano uno dentro l’altra. Parlavano, sognavano a occhi aperti.
Quando i sogni di due, diventano uno solo.
C’erano baci e ricordi. C’erano odori e posti visti insieme. C’erano sorrisi e desideri che vibravano nell’aria. Le mani dell’uomo accarezzavano il corpo della donna.
E quelle della donna si perdevano sul petto dell’uomo.
Le disse che era bella. Che per lui era bellissima. Lei sorrise, fermando le sue mani. Portandosele al viso. Baciandole e poi leccandogli le dita. Succhiandole, mentre lui la guardava.
Poi abbassò la testa , a guardare giù, lungo i loro corpo. Si alzò leggermente, facendo forza sulle braccia. Guardò il punto esatto in cui si univano. In cui lui scivola dentro di lei.
- Ti piace guardare ? -, chiese l’uomo.
- Si e non vorrei staccarmi mai. -, disse la donna.
- Vorresti dormire così, tenendomi sempre dentro di te ?
- Si. Chissà se è possibile ? Se qualcuno l’ha mai fatto. Forse si.
- Forse. -, disse l’uomo. – Mi sa che con te sarebbe tutto possibile.
Lo disse sorridendo. Gli piaceva prenderla dolcemente in giro per la sua innata e totale passionalità.
- Mmm …stupido…
- Con te mi abbandono.
- Con te mi abbandono, anch’ io.
Poi si accucciò. Ferma, con il viso sul petto dell’uomo. E ripensò a una cosa che prima le aveva detto. Le disse due parole, nella foga dell’amore, che non avrebbe scordato. Aveva fatto finta di non sentirle, per pudore. Perché sapeva bene ciò che era possibile e ciò che non lo era. Erano parole che all’uomo erano scappate di bocca. Non le avrebbe volute dire. Perché poi, ascoltandole, aveva cercato di correggerle, di camuffarle . Di nasconderle in mezzo a altre parole. Parole e pensieri che la donna gli aveva già sentito dire. E invece le parole nuove se l’era riprese.
Le aveva masticate e ingerite. Un viaggio breve di andata e ritorno.
La donna capì. Ora lo conosceva bene.
Gli carezzò le labbra. Non disse niente. Ma gli era grata.
Ancora una volta, gli era grata.

7 commenti:

  1. Allora le tue parole
    nel canto
    prenderanno ali
    da tutti i miei nidi di uccelli
    e le tue melodie
    spunteranno come fiori
    su tutti gli alberi della mia foresta.

    RispondiElimina
  2. Scrivi sempra da Dio..Bravissima

    RispondiElimina
  3. giardigno, sono parole bellissime...le custodisco..

    RispondiElimina
  4. avete tanto tempo da perdere

    RispondiElimina
  5. è un racconto e il tempo "perso " così...è fin troppo piacevole, non credi ? forse hai troppo da fare...e non hai mai vissuto qualcosa del genere. ti consiglio di darti una mossa, la vita è breve e come diceva Marquez " non morire senza aver provato la meraviglia di scopare con amore ". p.s . è bello poter dire ogni cosa con l'aninimato, vero ? touchè...

    RispondiElimina