giovedì 14 ottobre 2010

Toni Servillo e il suo Gorbaciof


A Napoli, ieri, pioveva a dirotto. Un pomeriggio di tuoni, lampi e acqua che non finiva più.
Sono arrivata alla feltrinelli zuppa dalla testa ai piedi. Sono scesa giu, nella sala dove si teneva l’incontro con Toni Servillo, Diego De Silva e Stefano Incerti, rispettivamente attore, sceneggiatore e regista del film “Gorbaciof “, in uscita proprio oggi nella sale. E’ un po’ che volevo vedere Toni Servillo,ero riuscita a beccare il fratello Peppe ( cantante degli Avion Travel) una volta in pizzeria ..ma lui non ancora. Finalmente ci sono riuscita.
E’ un attore straordinario e un uomo affascinante, ma non credevo tanto. Da vicino è un vero schianto. Non è altissimo. Indossava un completo scuro. Era elegante e si muoveva con gesti lenti. Aveva un’espressione seria, ma poi quando sorridere il viso gli si illuminava, con gli occhi vivi e le rughe del viso che si stendevano e lo rendevano ancora più interessante. Ha una una voce bellissima, intensa, che ha trasmesso calore in quella sala e ogni tanto tirava fuori dalla tasca un sigaro che rigirava nella mano.
Diego De Silva invece è simpatico, intelligente e ironico e l’ho “riconociuto “ nei libri che scrive.
Il regista Incerti è un bell’uomo, diretto e simpatico. Si è parlato della lavorazione del film, del fatto che non avrebbe mai potuto farlo senza quel grande attore come protagonista e gli era spiaciuto un po’ che il film a Venezia non fosse in concorso, altrimenti Servillo avrebbe potuto essere candidato come miglior attore alla coppa Volpi. Altri discorsi sul cinema italiano, sulla difficoltà di portarlo all’estero e sull’incapacità della massa di vedere un film diverso dai solito cinepanettoni.
Ha detto una cosa interessante, il regista.
“ Negli anni sessanta c’era più ignoranza in giro , eppure la gente andava a vedere film come La dolce vita . Oggi la cultura è di tutti, alla portata di tutti o almeno dovrebbe esserlo, eppure la gente non vuole dare attenzione, preferisce i film commerciali, veloci…”
La sala era gremita. L’incontro è stato breve, ma intenso.
Alla fine mi sono avvicinata e ho chiesto a De Silva se mi poteva firmare il suo ultimo libro.
- L’ho apprezzato molto, ho detto.
Ha sorriso e ha firmato con piacere, chidendomi come mi chiamassi. Il libro l’ho passato anche
al “ maestro “.
Due nomi su una stessa pagina, per ricordare un pomeriggo d’ottobre, piovoso, ma pieno di emozioni.

3 commenti:

  1. sempre ricca di particolari descrittivi in ciò che scrivi... mi piace stà cosa !! ciao lucia.. :-) !!

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  2. grazie mauro...come stai ? non ti ho più letto ? un bacio

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  3. stò.. tutto nella norma :-)) !! un bacio a te Lucia.

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