lunedì 26 aprile 2010

Versi sel testamento


Invecchiando, però, la stanchezza comincia a farsi
sentire,
specie nel momento in cui è appena passata l’ora di
cena,
e per te non è mutato niente;allora per un soffio
non urli piangi;
e ciò sarebbe enorme se non fosse appunto solo
stanchezza
e forse un po’ di fame. Enorme, perché vorrebbe
dire
che il tuo desiderio di solitudine non potrebbe
esser più soddisfatto,
e allora cosa ti aspetta, se ciò che non è considerato
solitudine
è la solitudine vera, quella che non puoi accettare ?


da “ Versi del testamento “
di Pier Paolo Pasolini

martedì 13 aprile 2010

Fame e sete


Sulla fica sente ancora il calco della faccia di lui.
Premeva con tutto il viso.
Adorava soffocare in quella carne calda e morbida.
Voglio respirare solo il tuo odore, diceva.
Così restava a lungo con il viso tra le sue cosce.
A leccarle la fica. Lei ansimava.
Si adagiava con il busto sul corpo dell’uomo e
raggiungeva il suo cazzo.
Lo succhiava con lo stesso ardore che sentiva scaturire
dalle vibrazione che avvertiva nella fica.
Erano tutt’uno. Erano uniti come non mai.
Ho ancora fame e sete di te, amore.
Ho ancora fame.
E sete.

mercoledì 7 aprile 2010

Luce e ombra


Ti aspetterò ancora.
Nei lunghi pomeriggi
di primavera.
Aspetterò la tua voce,
le parole amiche,
il tuo passo veloce.
Mi metterò sull’uscio
di casa
accanto ai girasoli
che abbiamo comprato insieme,
nel mercatino del paese.
Immobili, faranno da
sentinelle.
E quando, arrivando da lontano,
vedrai quel giallo luminoso,
sorriderai, lo so.
E ricorderai la mia luce
d’oro che non ti lascia scampo.
Quella luce che brilla
e che attende un po’ della tua ombra.