giovedì 17 febbraio 2011

Quando sono con te sento il sangue


La donna era allo specchio che si pettinava i capelli. Sentiva la voce dell’uomo nell’altra stanza, parlare a telefono di lavoro, di appuntamenti da rimandare. Quando lo raggiunse, stava per chiudere la conversazione. Si alzò in piedi e le si avvicinò. La baciò. E lei aderì al suo abbraccio.
- Sei contenta di vedermi ?-, chiese l’uomo.
- Certo. Ho fatto le corse per liberarmi prima ed essere qui.
Lui sorrise e continuò a stringerla. Le mani lungo i fianchi di lei, che sollevavano l’abito nero che indossava quel giorno. Lei gli sfilò il maglione e la camicia. E poi tolse gli stivali neri che ancora indossava. Lasciò l’uomo lì, in piedi e senza dire niente andò in camera da letto, mentre continuava a spogliarsi. Quando lui la raggiunse era nuda.
- Viens ici, mon amour..que je te suce.
Lui restò senza parole. Aveva solo respiri. E glieli donò tutti. La lasciò fare. Fino a quando lei sollevò il viso e si lasciò cadere,puntanto le ginocchia e le mani sul letto.
L’uomo la guardò. Le carezzò i fianchi. Portò due dita alla bocca. Le inumidì di saliva e le passò tra le sue cosce.In un attimo le entrò dentro.E lei non capì più nulla. Solo poche parole, disse.
- Comme….je te suce, mon trèsor ?
- Très bien, mon amour. Très bien.
E poi.
- Ne sono felice. Perché il sapore del tuo cazzo mi eccita.
L’uomo sospirò. Aveva poche parole quel giorno.Solo carezze e baci umidi e delicatissimi.
Lei era solo piacere dissolto in fondo al ventre e dentro agli occhi.
L’uomo la teneva ferma, prima per i fianchi. Poi , una mano a tenergli i capelli e l’altra sulla sua bocca. Con le dita a entrare e a uscire dalle sue labbra morbide. Ogni tanto le afferrava il viso con dolce violenza, la feceva girare leggermente e la baciava in modo vorace. Si mordevano e si scambiavano la saliva in bocca. Dalla bocca di uno a quella dell’altra. E viceversa.
Lui continuava a spingere . La donna sentiva i suoi colpi dentro e lanciava lo sguardo lungo il suo corpo. Vedeva i seni ballare e se guardava più giù, vedeva la danza dei testicoli dell’uomo, che battevano con regolarità sulla sua pelle madida.
- Mi piace così. Troppo. Piace anche a te ?
- Si. A me piace tutto con te.
La donna si lasciò andare con il busto sul letto e l’uomo piombò dolcemente sulla sua schiena. Continuò a spingere dentro di lei. Mentre la donna si toccava e lo pregava di non fermarsi.
- Ti predo. Ti prego. Ti prego. Continua.
L’uomo resistette a lungo, a fatica. Tutto il tempo che fu necessario per farla godere come lei voleva. Quando venne, morse le dita dell’uomo che teneva ancora in bocca. Lui gridò di dolore.
- Scusa. Scusa amore. Ho morso troppo forte.
Lui sorrise, baciandole le spalle, leccando la sua pelle che sapeva di dolci. Restò fermo dentro di lei per rubarle le ultime pulsazioni vive, calde che le provenivano dal ventre.
- Viens ici,mon amour..que je tu suce encore.
- Oui, ma chère, mon petit chouchou.
Si lasciò andare completamente a lei. Fino a non capire più nulla. Poi, esausto, si sdraiò supino sul letto, con lei accanto.
- Mi hai distrutto.-, disse.
La donna sorrise nella penombra e lo carezzò. Vedeva le sue dita dipinte di rosso vagare sul petto dell’uomo. E poi sul collo, sulle guance, sul mento.
- Hai un bel mento. Fatto apposta per essere morso.
Pose la testa sul petto dell’uomo. Con la fronte appoggiata sotto al suo mento. Chiuse gli occhi e pensò alle tanti notti senza luna che ancora l’attendevano.
Si rivestirono in silenzio, lasciandosi addosso carezze leggere, come viole appassite.
- Mi aiuti ? -, chiese la donna.
L’abito nero non aveva la lampo, bisognava infilarlo dall’alto. L’uomo l’aiutò e fece scendere l’abito lungo il suo corpo. Lei lo ringraziò.
- E’ come per le principesse di un tempo, che avevano le aiutanti anche per vestirsi.
- Scemo..
La donna mise gli stivali e andò in cucina. Versò da bere a entrambi. L’uomo era alle sue spalle. Le porse una busta rossa.
- Cos’è ?
- Pelle rossa e fogli bianchi dove raccogliere il nero delle tue parole. E poi un cuore rosso di dolce cioccolato.
La donna aprì il pacchetto. Era un taccuino di pelle rossa e fogli bianchi, senza righe. E una scatola a forma di cuore, con dentro i suoi cioccolattini preferiti. Lo baciò, piano. E poi più forte.
Quando sono con te sento il sangue, pensò.

8 commenti:

  1. Pagine bianche da scrivere.
    Quando sono con lei sento sfrigolare.

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  2. quel verso " quando sono con te sento il sangue " l'ho rubato da Anais Nin. ed era dedicato a Henry Miller...mi piaceva particolarmente...

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  3. Carissima, sarò monotematica, ma è sempre un piacere leggerti!
    A presto, buona settimana

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  4. .... vorace... essenzialmante vorace.

    Baci Lucia.

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  5. in effetti, lo ammetto. anche io sono parecchio vorace...baci a te..( voraci s'intende !)

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