domenica 27 marzo 2011

Degli occhi mai più rivisti


Era un tardo pomeriggio, di un lontano e vicino giorno di festa. Olga chiuse il libro che stava leggendo. Lo pose sulla scrivania. Prese dal cassetto il suo taccuino color avorio e ci scrisse dentro delle parole. Le aveva in testa da un po’ e decise di deporle tra quelle pagine che amava. Sfogliò il taccuino e trovò la sua foto. Aveva dimenticato di averla conservata lì. Improvvisamente, sentì un piccolo rombo di malinconia infrangersi dentro. Lo guardò e lo trovò così bello !
Era bella quella gioia e quella libertà che aveva sul viso.
Era in spiaggia. Indossava una polo azzurra e aveva in mano la sua macchina fotografica.
Sorrideva , guardandola negli occhi. Era sereno. Era la sua anima a venire fuori.
Ricordò i giorni passati insieme. Quelle emozioni così confuse e contraddittorie.
Ricordò i suoi baci intesi e continui.
Dolci come quelli dati da ragazzini. E passionali come quelli regalati dalla foga.
Gli occhi le si riempirono di lacrime. Pronunciò il suo nome sottovoce, immaginando il suo mondo di adesso, nuovo e piena di una vita che non aveva voluto con lei.
Non pensava a lui da molto tempo, eppure il pensiero di tutto ciò che non era stato e che avrebbe potuto essere, le spezzò il cuore facendola rabbrividire.
Senza una parola. Senza un saluto. Era andato via.
Dissolto, con il silenzio e con il sogno con il quale era comparso tempo prima nella sua vita.
Accarezzò la foto e la lasciò lì, tra quelle pagine color avorio.
Da quel giorno, il suo taccuino sapeva di salsedine e lacrime amare.
Non lo aprì. E non lo vide mai più.

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