mercoledì 16 marzo 2011

Le ore inattese


- Perché a volte sei così triste ? -, mi hai chiesto con la tua voce dolce, bella, calda come il
sole. – Perché ? tu sei una ragazza incredibile…sei bella, profonda, simpatica, interessante, non hai problemi seri…puoi avere tutto dalla vita che hai davanti. Perché allora…dentro…
- Non lo so. Non so risponderti. Ma sono sempre stata così, fin da bambina. Sono malinconica, inquieta.
- Si, questo lo so. Ma a volte traspare un dolore che…
- Che non so dire nemmeno io…
Avrei voluto raccontare , in quel momento. Avrei voluto dirti tutto di me. Ma è un tutto che conosci bene, eppure non sono riuscita a dar forma alle parole. L’idea che, però,una parte del mio modo di essere ti era così chiaro, in fondo mi piaceva. Vuol dire che mi conosci.
Sono come un piccolo libro aperto zeppo di parole confuse, a volte senza senso.
Forse è lì che si annida il dolore, tesoro mio.
Nei ricordi in bianco e nero. Nell’incertezza. Nella guerra con me stessa.
Nella mia “ pace tumultuosa “.
Si nasconde lì, nelle pieghe di quei tratti sbiaditi.
O nel pensiero, nella sensazione, nella certezza del non essere mai stata veramente amata.
A volte, mi chiudo alla vita. Sbaglio, lo so.
Ma è quando non cerco, non lotto, non credo, che d’improvviso la vita m’investe.
Ed è lì che si annida la felicità. Nei gesti, nei passi, nei baci e nelle ore inattese.

4 commenti:

  1. Dobbiamo essere sempre cielo aperto, sopratutto con noi stessi.

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  2. la vita è così, ama sorprendere

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  3. .. già è faticoso "trovare" qualcuno che abbia veramente voglia di capirci, poi, trovare le parole per spiegarsi... diventa sempre più difficile far accoppiare le due cose, a volte.

    baci Lucia.

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  4. Oggi è difficile saper spiegarsi, dobbiamo trovare il modo di accomunare le due cose

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