lunedì 2 maggio 2011

Scese le scale lentamente


Scese le scale lentamente. Gradino dopo gradino, si accorse del singolare silenzio che si udiva intorno. Un silenzio underground , invece della solita confusione. Quella mattina Roma era bellissima, o almeno così le era sembrato. La metrò arrivò dopo pochi minuti. Era affollata . Si fece strada tra la gente e riuscì a trovare un posto. Se ne stava seduta in silenzio, con gli occhi nascosti dietro a occhiali da sole. Faceva caldo. La gente intorno non faceva altro che chiacchierare. Lei aveva l’aria confusa e le labbra rosse per i baci che lui le aveva dato. Le aveva morse , assaggiate. Erano rosse e gonfie e vive di lui. Sentiva addosso il suo odore. L’odore di quella pelle desiderata.
E in bocca quel sapore dolce, che ancora a lungo sarebbe rimasto lì, mischiato tra le labbra.
Per un attimo, chiuse gli occhi e lo rivide nudo premerle contro, venirle dentro. Il sesso ancora che le pulsava. Un brivido che attraversò la schiena, anche se faceva caldo. Quel brivido era quel nome pronunciato e il ricordo di poco prima. Per un momento ebbe un pensiero stupido. Si chiese se gli altri, intorno, potevano intuire cosa aveva fatto fino a poco prima. Se potevano leggerle addosso i segni d’amore che sentiva impressi sulla carne, nella pancia, sul viso. Potevano vederli ? Perché lei ne era fiera. Era felice di quei segni che almeno per qualche ora avrebbe sentito addosso, lievi e pesanti, come un trofeo. Anche se non c’era stata nessuna vittoria. Non esisteva vanto o gloria. Lei non conosceva nessun tipo di affermazione. Il trionfo regnava solo sotto la pelle, sotto la lingua,in fondo agli occhi, stretto fra le braccia e perso tra le gambe. Desiderava tornare indietro, e rivivere quei momenti, ma sapeva che lui era già lontano. Forse aveva già dimenticato. Quando rialzò gli occhi, vide che era arrivata. Si alzò di scatto, piccola, confusa. Si sentiva sempre piccola, dopo. Una donna durante l’amore. Una bambina, dopo aver usato tutti i sensi.. Forse è questa sensazione femminile che gli uomini non comprendono, pensò. Fece le scale in fretta. Fuori dall’underground c’era un sole caldo e un cielo blu cobalto. Attraversò piazza Barberini e poi via del Trione. Rivide di nuovo Roma magnifica, come se la vedesse per la prima volta. Si tolse la giacca e la appoggiò sul braccio destro. Passeggiò fino alla fontana di Trevi con la meraviglia appiccicata addosso e con un caldo sfavillante che preannunciava un insolito autunno.

12 commenti:

  1. Ehi, questo è proprio un bel post!..

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  2. .. non sempre però, le Donne si sentono "piccole" dopo.. o durante; spesso accade che siano semplicemente fiere/consapevoli di aver dato e ricevuto piacere, l' essersi michiate al proprio compagno, e prendersi e dare attenzioni subito dopo, complici nel tutt' UNO!!
    Poi.. ogni persona è a se.. e avrai ragione di descrivere così il "dopo", c' è della tenerezza in tutto questo, che non può passare inosservato :-).
    Bellissimo Post.. ciao Lucia.

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  3. Uff...ieri ho postato un commento che non c'è :(
    Comunque..bello come tutti i tuoi post... ^___^

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  4. Ci sono delle Sensazioni che gli Uomini non posso Comprendere. Ma non è Colpa loro, se non quella, per l'appunto, di essere Uomini.
    E ci leghiamo dentro tutti i nostri fiumi, calciando Sassi nel Torrente delle Nostre sensazioni. E loro ci guardano chiedendosi c'accade ...

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  5. @ mauro- certo è una cosa soggettiva, per quanto mi riguarda, predomina la tenerezza...un abbraccio forte

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  6. @ niki roby- a volte blogspot s'inceppa...e lasciare i commenti non è sempre facile...un abbraccio ragazze...

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  7. @sarah-è vero...non comprendono, non possono...loro tornano subito alla realtà,alla quotidianità...sono più pratici in questo....noi no...

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  8. Bellissimo post...un anticipo d'estate...buona giornata..Grazia.

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  9. grazie, si un anticipo d'estate..buona serata

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