domenica 27 febbraio 2011

Sempre in attesa


"Per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto non posso, ma anche per quelle in cui mi hai detto: tornerò… Sempre in attesa… Posso chiamare la mia pazienza Amore?"


(dal film "Le fate ignoranti"- F.Ozpetek, 2001)

martedì 22 febbraio 2011

Nutrimento


Nella gola riarsa
scende il tuo sapore
mille volte sognato.
Mi nutro di te,
della tua vita andata.
Lo faccio con discrezione,
in silenzio e senza domani.
Muta, ma indomabile.
Sola, ma rigogliosa….
eppure…disonesta,
cieca.
Cieca d’amor perduto.

giovedì 17 febbraio 2011

Quando sono con te sento il sangue


La donna era allo specchio che si pettinava i capelli. Sentiva la voce dell’uomo nell’altra stanza, parlare a telefono di lavoro, di appuntamenti da rimandare. Quando lo raggiunse, stava per chiudere la conversazione. Si alzò in piedi e le si avvicinò. La baciò. E lei aderì al suo abbraccio.
- Sei contenta di vedermi ?-, chiese l’uomo.
- Certo. Ho fatto le corse per liberarmi prima ed essere qui.
Lui sorrise e continuò a stringerla. Le mani lungo i fianchi di lei, che sollevavano l’abito nero che indossava quel giorno. Lei gli sfilò il maglione e la camicia. E poi tolse gli stivali neri che ancora indossava. Lasciò l’uomo lì, in piedi e senza dire niente andò in camera da letto, mentre continuava a spogliarsi. Quando lui la raggiunse era nuda.
- Viens ici, mon amour..que je te suce.
Lui restò senza parole. Aveva solo respiri. E glieli donò tutti. La lasciò fare. Fino a quando lei sollevò il viso e si lasciò cadere,puntanto le ginocchia e le mani sul letto.
L’uomo la guardò. Le carezzò i fianchi. Portò due dita alla bocca. Le inumidì di saliva e le passò tra le sue cosce.In un attimo le entrò dentro.E lei non capì più nulla. Solo poche parole, disse.
- Comme….je te suce, mon trèsor ?
- Très bien, mon amour. Très bien.
E poi.
- Ne sono felice. Perché il sapore del tuo cazzo mi eccita.
L’uomo sospirò. Aveva poche parole quel giorno.Solo carezze e baci umidi e delicatissimi.
Lei era solo piacere dissolto in fondo al ventre e dentro agli occhi.
L’uomo la teneva ferma, prima per i fianchi. Poi , una mano a tenergli i capelli e l’altra sulla sua bocca. Con le dita a entrare e a uscire dalle sue labbra morbide. Ogni tanto le afferrava il viso con dolce violenza, la feceva girare leggermente e la baciava in modo vorace. Si mordevano e si scambiavano la saliva in bocca. Dalla bocca di uno a quella dell’altra. E viceversa.
Lui continuava a spingere . La donna sentiva i suoi colpi dentro e lanciava lo sguardo lungo il suo corpo. Vedeva i seni ballare e se guardava più giù, vedeva la danza dei testicoli dell’uomo, che battevano con regolarità sulla sua pelle madida.
- Mi piace così. Troppo. Piace anche a te ?
- Si. A me piace tutto con te.
La donna si lasciò andare con il busto sul letto e l’uomo piombò dolcemente sulla sua schiena. Continuò a spingere dentro di lei. Mentre la donna si toccava e lo pregava di non fermarsi.
- Ti predo. Ti prego. Ti prego. Continua.
L’uomo resistette a lungo, a fatica. Tutto il tempo che fu necessario per farla godere come lei voleva. Quando venne, morse le dita dell’uomo che teneva ancora in bocca. Lui gridò di dolore.
- Scusa. Scusa amore. Ho morso troppo forte.
Lui sorrise, baciandole le spalle, leccando la sua pelle che sapeva di dolci. Restò fermo dentro di lei per rubarle le ultime pulsazioni vive, calde che le provenivano dal ventre.
- Viens ici,mon amour..que je tu suce encore.
- Oui, ma chère, mon petit chouchou.
Si lasciò andare completamente a lei. Fino a non capire più nulla. Poi, esausto, si sdraiò supino sul letto, con lei accanto.
- Mi hai distrutto.-, disse.
La donna sorrise nella penombra e lo carezzò. Vedeva le sue dita dipinte di rosso vagare sul petto dell’uomo. E poi sul collo, sulle guance, sul mento.
- Hai un bel mento. Fatto apposta per essere morso.
Pose la testa sul petto dell’uomo. Con la fronte appoggiata sotto al suo mento. Chiuse gli occhi e pensò alle tanti notti senza luna che ancora l’attendevano.
Si rivestirono in silenzio, lasciandosi addosso carezze leggere, come viole appassite.
- Mi aiuti ? -, chiese la donna.
L’abito nero non aveva la lampo, bisognava infilarlo dall’alto. L’uomo l’aiutò e fece scendere l’abito lungo il suo corpo. Lei lo ringraziò.
- E’ come per le principesse di un tempo, che avevano le aiutanti anche per vestirsi.
- Scemo..
La donna mise gli stivali e andò in cucina. Versò da bere a entrambi. L’uomo era alle sue spalle. Le porse una busta rossa.
- Cos’è ?
- Pelle rossa e fogli bianchi dove raccogliere il nero delle tue parole. E poi un cuore rosso di dolce cioccolato.
La donna aprì il pacchetto. Era un taccuino di pelle rossa e fogli bianchi, senza righe. E una scatola a forma di cuore, con dentro i suoi cioccolattini preferiti. Lo baciò, piano. E poi più forte.
Quando sono con te sento il sangue, pensò.

lunedì 14 febbraio 2011

Leur amour est plus fort que la mort elle-meme


Lorsque deux nobles coeurs se sont vraiment aimés
Leur amour est plus fort que la mort elle-meme
Cueillons les souvenirs que nous avons semés
Et l’absence après tout n’est rien lorsque l’on s’aime.


Quando due nobili cuori si sono veramente amati
Il loro amore è più forte della morte stessa
Cogliamo i ricordi che abbiamo seminati
E l’assenza dopo tutto non è niente quando ci si ama.



( Guillame Apollinaire )

venerdì 11 febbraio 2011

Una piccola curiosità

Scrivo in questo blog da tanto, ormai. E ultimamente, ho notato che spesso, tra i passaggi di quelli che mi leggono, c'è un lettore ( o una lettrice ) di Torino (se non è proprio Torino dovrebbe essere comunque una città piementose ). Un lettore che sceglie come chiave di lettura ( quindi cerca tramite Google) le parole " baci , carezze e coltelli blogspot . Siccome capita spesso, mi piacerebbe tanto sapere chi sia. Quindi se ripassi di qua, mi piacerebbe che lasciassi un messaggio in anonimo, se vuoi.Oppure puoi contattarmi per e-mail. Indirizzo di posta che troverai cliccando sul mio profilo. Scusate, ma sono tanto curiosa :)))) Il fatto è che un lettore che probabilemte è passato per caso. Mi fa piacere che sia ritornato..e spero lo faccia ancora, nonostante questo sciocco post ! E' solo che vorrei sapere i motivi per i quali ritorna...Spero, perchè hai ( ritorno a parlarti direttamente ) piacere nel leggermi :)))

martedì 8 febbraio 2011

Folate di vento


Folate di vento

penetrano questa stanza

profumata di sidro e incenso.

I violini mi strappano dal sonno diurno.

Mi stanno portando lontano,

in un sogno senza tempo.

Resto immobile, con gli occhi chiusi

a guardare tutto il mio

piccolo mondo.

Non è tondo. E’ tutto custodito

tra i miei fogli illibati.

Non sono mai stata così pura !

Mi sento innocente nella mia bramosia,

felice nelle mie disgrazie e

piena nella mia solitudine.

Splendo più del sole…

Non sono mai stata così vera…

domenica 6 febbraio 2011

Non s'impara


Ritrovarsi qui, seduti nel chiaro-scuro di una stanza.
Una stanza vuota. Odiata.
Del resto, ultimamente, odio ogni cosa.
Odio il mondo che scorre fuori da quella porta.
Odio il caos. La maleducazione. L’arrivisimo.
La sottomissione. L’orgoglio. Ma anche la troppa umiltà.
Ora mi fermo. Faccio un bel respiro. Conto i passi di una vita.
Sbaglio. Di continuo. Sbaglio anche nel contare.
Mi sento sospesa. In volo verso nessuna meta.
Non c’è posto, terra,paese, braccia che vogliano accogliermi.
Mi chiedo il perché. E non so darmi risposta.
Mordo granelli di zucchero di canna.
Sento la dolcezza che si riversa nelle vene.
E poi lo sconcerto dettatomi dalla troppa amarezza.
M’inciprio il viso. Guardo nel fondo dei miei occhi.
Lecco le labbra scarlatte. Pronuncio nomi incomprensibili.
Cerco musica nell’anima. Canto. E aspetto.
Sentendo fortemente ogni cosa e nessuna.
Ci sono momenti che vorrei afferrare di nuovo.
Persone che vorrei cancellare dalla mia esistenza.
E altre che pur di rivedere solcherei le montagne.
Eppure…
Non ho abbastanza entusiasmi.
Non posseggo spinte che ardono la meraviglia
notte e giorno.
Dentro, non sono munita di tutte quelle cose
materiali e non che ci vogliono per cotruire una vita,
una casa, una strada.
Col tempo,imparerò, mi dicevo. Ma non è vero.
Non è vero niente. Non s’impara.
Si resta soli. A diventare sempre più cattivi.

giovedì 3 febbraio 2011