lunedì 28 novembre 2011

Mai visto il sole


Non avessi mai visto il sole avrei sopportato l'ombra,
ma la luce ha aggiunto al mio deserto una desolazione inaudita.

( E. Dickinson )

domenica 20 novembre 2011

A Marlon Brando...


La prima volta che ho visto “ Ultimo tango a Parigi “, avevo diciassette anni. Seguii il film , come in apnea,trattenendo il fiato di scena in scena, seguendo gli sguardi che solo Bertolucci ti sa regalare da dietro la macchina da presa. Ero incantata dalla bellezza di Maria Schnaider e dal fascino inquieto di Marlon Brando. Il suo viso imbronciato, incazzato, di chi ce l’aveva con il mondo,ma soprattutto ho adorato il suo cappotto color cammello, che indossa quasi per tutto il film. Mi fa impazzire la prima scena di sesso tra i protagonisti. Maria Schnaider, indossa una blusa, stivali, cappotto con pelliccia e un cappello. Parla di continuo e va avanti e indietro per l’appartamento. Marlon Brando è silenzioso, si guarda poco in giro.Ha il bavero del cappotto leggermente alzato e quando prende con foga la ragazza, tiene su il cappotto per tutto il tempo.Non so…per me è la scena più bella di Ultimo tango.La più erotica in assoluto della storia del cinema. Perché gli attori sono vestiti. Perché lui indossa quel cappotto.Perché si vedono solo le gambe di lei, vestite da stivali
( tra l’altro bellissimi, ho una mania per gli stivali !!! )che lo cingono e si sentono solo i suoi gemiti strozzati dal piacere.
Bertolucci è un grande regista per questo. Delinea. Abbozza.(In alcuni film anche in maniera cruda.)Poi lascia viaggiare la fantasia dello spettatore.Ti fa vedere ogni cosa, senza mostrartela.
O mostrandotela solo in parte.
Ma in questa scena non c’è solo erotismo, ci sono silenzi,domande senza risposta,ci sono sguardi, ci sono vuoti e due solitudini che si incontrano.C’è desiderio…c’è dentro un sacco di roba.
La vitalità e l’inquietudine. La giovinezza e la maturità.
La giovane donna che si lascia andare alle sapienti carezze dell’uomo attempato.
Io invidiai incredibilmente Maria Schnaider ! Avevo solo diciassette anni, eppure , Ultimo tango, colpì molto la mia fantasia in questo senso. Non nego che adoro ancora oggi, gli uomini che indossano il cappotto. Un cappotto lungo, scuro, avvolgente e che magari, lo portino proprio come lui, con il bavero leggermente alzato. E ancora oggi, non nego, che sono attratta da uomini molto più grandi di me…e ritengo che sia tutta colpa di Marlon Brando ! E allora….

A Marlon Brando.
A Marlon Brando e al suo cappotto cappotto color cammello.
Il cappotto che ancora mi fa sognare.

martedì 15 novembre 2011

Uno vive così


Uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere. Poi legge un libro (L’amante di Lady Chatterley, per esempio), o fa un viaggio, o parla con Richard, scopre che non sta vivendo, che è ibernato. I sintomi dell’ibernazione sono facili da individuare: primo: inquietudine, secondo (quando l’ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte): assenza di piacere. Questo è tutto. Sembra una malattia innocua. Monotonia, noia, morte. Milioni di uomini vivono in questo modo (o muoiono in questo modo), senza saperlo. Lavorano negli uffici. Guidano una macchina. Fanno picnic con la famiglia. Allevano bambini. Poi interviene una cura “urto”, una persona, un libro, una canzone, che li sveglia, salvandoli dalla morte.

Da “I diari”

Anais Nin

venerdì 11 novembre 2011

Baricco incontra Mr Gwyn alla feltrinelli di Napoli - 9 novembre 2011


Mercoledì 9 novembre,alla feltrinelli di Napoli,Alessandro Baricco ha incontrato Mr Gwyn ( suo ultimo romanzo) insieme ai suoi lettori e tra quei lettori c’ero anche.
Poco dopo le ventuno,è finalmente entrato in una sala gremita di gente.
Grande luce negli occhi, camicia bianca,panciotto scuro che mi ha fatto pensare al signor Rail di “ castelli di rabbia “,insomma stava da Dio.
Ha cominciato subito a precisare che aveva deciso di non incontrare i giornalisti, ma solo i suoi lettori. Aveva voglia ,ha detto,di fare festa con i suoi lettori,di ascoltarli,di parlare con loro.
In sala,molti sorrisi.
Poi “Mr Gwyn “ tra sue mani. e parole che hanno raccontato l’ispirazione per scriverlo.
Tutto è iniziato in museo, un giorno in cui si stava annoiando parecchio…ma poi ha guardato dei quadri…e da lì è iniziato tutto.
Ha detto che per i suoi libri è stato sempre così. Proprio quando non se lo aspettava è venuta l’idea giusta.
Una volta era in montagna, con un amico. Lui…sciarpa,giubbotto,guanti.E questo amico gli racconta che un suo avo trasportava bachi da seta tra l’italia e il giappone. Viaggiava per sei mesi l’anno e per gli altri sei mesi non faceva nulla. Baricco incusiosito, volle vedere una foto di quest’uomo. Era piccolino,solo,bruttino. E poi volle leggere i suoi diari, ma ci trovò solo conti,entrate,uscite. Insomma zero poesia. Allora scattò in lui l’idea di poter scrivere quella storia,mamettendoci un pizzico di poesia…creando una storia di amore e tradimento.
E nacque : Seta !
Poi la sua voce bella,sempre più bella a leggere pre noi tre capitoli del nuovo romanzo.
Tra le parole scritte sul bianco delle pagine,si alternano i suoi sorrisi , le sue considerazioni sui grandi libri che sono quelli “ che dettano il ritmo e tu non puoi scegliere nulla, ma proprio nulla. Scelgono tutto loro “.
Il tempo è passato in fretta, tanto in fretta perché ascoltarlo è piacere puro.
Saluta, ringrazia e si siede dicendo che aspetta ognuno di noi. Basta solo aver pazienza.
Fortunatamente sono tra le prime dieci persone che fanno passare.
Mi ritrovo davanti a lui e sono emozionata. Mia sorella è con me. Si siede accanto a lui e io sono in piedi accanto a loro.
Firma la prima copia a mia sorella e poi gli porgo il mio libro.
Va detto che siccome l’avevo già letto,sono entrata in libreria con la copia che avevo a casa.
Quindi il servizio di sicurezza,aveva messo in copertina un post- it,con su scritto
“ servizio di sicurezza – Controllato “.
Lui legge il post- it e mi fa.
- Ma che hai combinato ?
- Nulla…l’ho portato da casa,l’ho già letto.
- Ah ecco…
- Perché non si sono abbracciati ?
- Chi ? Rebecca e Mr Gwyn ?
- Si..
Sorride e non risponde.
- Lo so…lo so..ma io mi chiedo ancora delle cose. Mi chiedo ancora di chi sia la terza foto nell’armadietto di Gould !!
- ah ah !!!
( ride divertito)
- Aspetta…-, fa. – era la foto di Walt Disney…
- Si, poi..quella di Eva Braun…e al terza di chi era ? Te l’ho chiesto anche anni fa in chat, quando presentasti con i lettori “City”.
- E che ti rispose?-chiede mia sorella.
- Mi ha dato una risposta da scrittore.
- Cioè ?
- Tutti abbiamo una terza foto !!
Baricco ride tanto ed è bellissimo…
Mi firma il libro.
- Come ti chiami ?
- Lucia…ma chiamami Lu.
Mentre scrive mia sorella fa
- Lei scrive recensioni per divertisi…anche sui tuoi libri..
Mi imbarazzo e dico – Lascia stare Mariiiiiiiii!!!
- Devo stare attento ! -,fa lui…
- La terza foto è della madre di Gould?
- Ti svelo un segreto, non lo so.
Rido e lo saluto…
- Grazie Alessandro,alla prossima..
- Ciao Lu….

martedì 1 novembre 2011

Il mare tra le lenzuola


Ti sciogli sulla pelle,
lento,
caldo,
furioso.
Vivi tra i pensieri,
nascosto tra le pieghe
dell’indicibile.
Pronuncio il tuo
nome,sottovoce.
Poche lettere,
che solo a dirle,
mi fanno sorridere
il cuore.