giovedì 29 dicembre 2011

Passeremo anche questa


E anche se il vento
ci soffia contro,
abbiamo sempre mangiato pane e tempesta,
e passeremo anche questa.

(stefano benni)

domenica 18 dicembre 2011

La prossima volta


La prossima volta che ti vedrò ti coprirò d'amore, di carezze, di estasi. Voglio rimpinzarti di tutte le gioie della carne fino a che tu svenga e muoia. Voglio che tu sia sorpresa da me, e che confessi a te stessa che non avresti mai sognato trasporti come questi. Quando sarai vecchia, voglio che ti ricordi di queste poche ore, voglio che le tue ossa asciutte vibrino di gioia mentre pensi ad esse.


Gustave Flaubert

domenica 11 dicembre 2011

Tra le sue cose...


La donna camminava in fretta per le strade semideserte della città. Erano le undici di sera e in giro solo poche persone. Qualche coppia di ragazzi,qualcuno che portava con il cane al guinzaglio e poi lei e i suoi passi solitari. Aveva un ritmo febbrile nelle gambe e in dieci minuti arrivò davanti al cancello.
Prese le chiavi dalla tasca dei jeans. Aprì il cancello e poi il portone.
Accese la luce e fece le scale lentamente.
Aprì la porta che aveva chiuso a due mandate, la rinchiuse velocemente e accese la luce.
Tutto era tranquillo. La giacca di lui sulla sedia,il suo cappello in un angolo,i suoi libri e tutte le sue cose in giro. Respirò e sorrise, sedendosi sulla poltrona che lui preferiva.
L’uomo era in viaggio per lavoro e le aveva lasciato le chiavi di casa.
- Che bello dormirò tra le tue cose,nel tuo mondo -, gli aveva detto la donna.
L’uomo le aveva detto che poteva fare come se fosse a casa sua.
E in effetti si sentiva a casa, tra le sue cose,tra quelle stanze che ormai conosceva così bene.
Non aveva fame. Era tardi ormai,si versò un bicchiere d’acqua e guardò fuori dalla finestra della cucina.Guardò il giardino di fronte e si sentì in pace.
Poi si spogliò lentamente,come se lui stesse lì a guardarla. Andò in bagno. Lasciò la porta socchiusa e si infilò nella vasca. Si asciugò la pelle con cura.
Non chiuse del tutto la persiana, per far entrare un po’ di luce nella stanza.
Le foglie,fuori, si muovevano al vento e anche la luce era instabile e tutto un brillìo sfavillava nel buio e sulle lenzuola blu. La donna si mise su un fianco e si strinse ,nuda, tra le lenzuola.
Le stesse lenzuola dove pochi giorni prima avevano fatto l’amore.
C’era l’odre dell’uomo. Annusò il cotone e schiacciò il viso sul cuscino,ispirando a fondo.
Amore,disse.
Prese calore immaginando il corpo dell’uomo accanto al suo.
Si sentiva inspiegabilmente felice.
E’ che ci sono persone e mondi che ti fanno bene. Che ti rendono ricco , con poco
Strinse il cuscino e sprofondò in un sonno amoroso.
Je t’adore,mon amour.
Je t’adore, toujours.
Lorsque je suis avec toi, je suis toujours de bonne humeur.
Je t’attende ici, dans notre lit…

domenica 4 dicembre 2011

Spiando il mare


Voglio 'o mare
pè chi fa bene e chi fà male
pè chi si cerca e va luntano
e per sognare poi qualcosa arriverà.