martedì 11 settembre 2012

Paris

Passo al centro Pompidou. In pratica è a dieci minuti dallo studio di Philippe. Una struttura di vetro, acciaio e plastica. E’ la sede di un centro culturale multidisciplinare. La piazza che lo accoglie è piena di localini, di artisti da strada e di qualche strano personaggio. C’è un vecchietto che tutte le sere porta cibo ai piccioni. Ha un giaccone lacero, i capelli bianchi e una lunga barba. E quando arriva con sue borse piene di pane, i piccioni lo circondano. Sono migliaia. Ma lui non ha paura. Si fa stringere da loro. Una scena che fa sorridere, ma l’odore che si sprigiona è nauseabondo.

La biblioteca pubblica del centro Pompidou è aperta tutti i giorni fino alle 22, tranne il martedi e il primo maggio. Per il resto, è sempre aperta, anche a Natale. Ho pensato che se vivessi qui, in un giorno che detesto come il Natale, avrei sempre una via di fuga. Qui puoi utilizzare internet gratuitamente. Stai in fila e ritiri un ticket che ti assegna un posto e un codice d’accesso. Hai solo quaranta minuti. Entro e lo faccio anche io. Coda/ticket/posto. Controllo la mail. Qualche notizia dall’Italia. E poi scrivo a Luca. Penso spesso a lui per queste strade e spesso lo vorrei con me. Perché so che potremo condividere benissimo insieme queste cose. Se solo lo studio di Philippe fosse stato più grande, gli avrei chiesto di raggiungermi. Di raggiungerci.
La prochaine fois, peut etre.

Rue Rosiers è il centro più antico del quartiere ebraico. Il nome rimanda ai roseti dei giardini che costeggiano il muro di cinta fatto costruire da Filippo Augusto nel XII secolo. E’ molto , molto carina. Piena di negozi e di ristoranti ebraici. L’odore dei cibi si riversa e si mischia per questa via stretta e breve. Cammino e mi ritrovo davanti a n negozietto vintage. Dentro ci sono vestiti, scarpe, borse anche di stilisti come Raulph Lauren. E i prezzi non sono esorbitanti. Mi provo un giubbotto di jeans, ma ( per miracolo ) mi sta grande e mi tocca posarlo. Ma ripasserò. Di sicuro.
Vicina è rue Francs-Bourgeois, la via dei bei hotel. C’è un giardino piccolo, silenzioso, dove si sente solo il frusciare del vento tra le piante. E merita una sosta. Piccola, ma doverosa.
Hema è un negozio stupendo. Vende cioccolato, snack, ma anche trucco e articoli per la casa e l’ufficio. Puoi mangiare con poco più di un euro. Una busta di patatine coste 0,50 centesimi. E il pesto alla genovese 1,50 €. Tra l’altro sono sempre stata schifata dalle cose già pronte. Ma devo ammette che il pesto era davvero buono. Si trova in rue rambuteau e non faccio altro che ritornarci.

E che dire poi della cartoleria americana in avenue de l’opera. Mi sono incantata a girare tra i libri, tra articoli di cancelleria unici, particolari. Avrei voluto comprare milioni di cose. Ma i prezzi erano altini. Con lo shopping invece sono partita bene. Ho trovato un pantalone verde da Camaieu ancora in saldo, a 7,50€. Ed è bello che in Italia porto la 46 e qui la 42/44. Mi piace !


Mio Dio !Ma quanto tornerò ingrassata a casa ?!??! qui ci sono bontà alle quali non so resistere. Crepe salée e sucrée, croque monsieur, gelati e cioccolato completamenti diversi dai nostri. Éclair au pistache, molleaux au pistache e alle fraises. Tutti i giorni compro qualche dolce e questo non va bene. C’è da dire solo una cosa : cammino tantissimo. Otto o dieci ore al giorno. Ho preso la metro solo due volte, anche per i luoghi lontani ho preferito camminare a piedi, per vedere Parigi in ogni angolo e non solo nelle parti turistiche,colme di lustrini. Allora questo mi consola e quando non resisto a una fete de tarte aux pommes, mi dico “ ora si va al quartiere latino a piedi !”





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