venerdì 14 settembre 2012

Paris


Mi ritrovo a place Daulphine. E’ molto carina e mi piace venirci la sera. E’ vicina ed è tranquilla. Ci sono bistrot, librerie e un hotel assai delizioso. C’è un chitarrista che stasera si è messo a suonare e a cantare canzoni classiche napoletane per le persone del bistrot di fronte. C’è un signore, americano probabilmente, che muove le mani a ritmo di musica e ha l’aria beata. A un certo punto, posa le posate, si alza e va accanto al chitarrista e intona “ Ohi Marì, Ohi Marì, quanto suonno ‘aggia pers pe te …..”
Bello sentire un francese e un americano che cantano napoletano a place Daulphine. Da ricordare.

Da ricordare anche il fatto, che di sere le persone vengono a giocare qui, a place Daulphine a biglie.
E io me lo ricorderò bene. Perché seduta su una panchina, una biglia mi arriva vicino alla caviglia.
- Ah Pardon, madmoiselle!
Alzo gli occhi verso di lui, ed è proprio l’uomo che avevo notato prima giocare con i suoi amici.
Mi aveva colpito la sua postura perfetta, le sue belle spalle.
Dico che non fa niente, che insomma non mi sono fatta niente.
Sente che non sono francese e mi dà a parlare ed è felice come una pasqua quando gli dico che sono italiana.
- Je suis Richard, enchanté.
- Enchanté, je suis Lucia.
Mi chiede di che zona dell’italia.
- Napoli, c’est une ville au sud de l’Italie.
- Napoli ???? – ripete entusiasta.
Mi dice che c’è stato e che l’ha trovata magnifica. Secondo lui, il museo di Capodimonte è uno dei più belli del mondo e mi chiede se sono già stata al Louvre, dove ci sono anche opere di Luca Giordano e Salvator Rosa, entrambi artisti napoletani.
- Oui, je suis allé au Louvre .
Mi guarda dritto negli occhi, da dietro i suoi occhiali da professorino e poi dice
- Vous prenez un aperò avec moi ?
- Avec plasir, Richard.
Stavolta, accetto entusiasta.


Bisogna far attenzione con le generalizzazioni. Non le ho mai sopportate, come i luoghi comuni. La prossima volta, però, che si dice che noi italiani ( e in particolare noi napoletani ) invece di parlare urliamo, fucilo qualcuno ! Ci sono certi americani e certi slavi che urlano un casino quando parlano. E mi duole dirlo, alcuni sono parecchio sporchi. Non hanno alcuna cura delle cose, né della loro persona, né del suolo sul quale si trovano. Molti pensano solo a ubriacarsi. Facile additare gli italiani ! facile additarci anche tra noi italiani.
Ma non sono razzista, voglio specificare le cosa. Non sono razzista.
Detesto tulle le razze indistintamente !

Mi squilla il cellulare. Vedo che è un numero francese.
- Oui.
- Bonjour Lucià, je suis Richard.
Sono sorpresa di sentirlo. C’eravamo scambiati il numero ma non pensavo di sentirlo così presto. Mi chiede come sto e poi dice
- Je telephone pour te propose de diner avec moi . ça te va, Lucià ?
- Oui. Je suis heureuse de te revoir.
- Te peux passé chez moi ?
- Bien sur!
Gli do l’indirizzo dello studio e sorrido pensando che sono contenta di poter cenare con lui.
Ma poi, penso, cosa mi metto ? Pensiero assai femminile.


Quando ho visto il film “ il magico mondo di Amelie “, pensavo fosse un po’ esagerato. Mi spiego. Lei spia tutte le finestre. O meglio vede tutti. Io pensavo fosse un film. Ma qui è possibile. Le finestre dei francesi non hanno persiane. Ci sono direttamente i vetri e poi le tende in casa. Quando il mattino mi sveglio, vedo i vicini di fronte mentre fanno colazione, mentre si vestono. Spesso sono nudi o mezzi nudi. Li vedo scegliere i vestiti, pettinarsi. Qui tutti hanno case piccolissime, sono quasi tutti studiò. E mi sa che anche loro vedono me. In effetti mi capita di camminare in mutande o con le tette al vento. Perdonnez-moi !

1 commento:

  1. Vivo a Parigi da due mesi, mi sono imbattuto nel tuo blog quasi per caso, grazie a Jun di Baricco, uno degli ultimi interventi, e sto scoprendo la tua Parigi. Sono davvero estasiato. Grazie.

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