sabato 15 settembre 2012

Paris

Richard arriva puntuale. Facciamo una promenade e chiacchieriamo. Lui conosce qualche parola d’italiano. E me le dice quasi tutte. Io dico quelle che mi piacciono più in francese e siamo apposto.
Mi chiede tutto quello che ho visto da quando sono qui. E gli dico che l’orangerie mi ha lasciato davvero senza fiato. Faccio parecchi errori, ma è gentile e non li corregge.
Non è bello Richard, ma è molto affascinante.
E’ un insegnante e ha quarant’anni. Quello che mi piace di lui sono le spalle.
Sono belle, ampie ma non troppo. E’ magro, ma atletico e i vestiti fasciano il suo corpo, in modo naturale. In un modo bello, che non puoi non apprezzare.
- Qu'est-ce que tu prends à manger ? -, mi domanda.
- Je ne sais pas…
Alla fine mangiamo insalata e un assiette di formaggio.
Stasera evito di bere vino e quando arriva la mousse di canard, arriccio il naso.
Riassaggio e cerco di non sputare. Terribile .
Dico che per me è davvero immangiabile. Sorride e mi fa
- Tu voudrais une pizza ?
- Eh eh eh La prochaine fois !
Mi versa da bere e mi accarezza il naso. Touchè.

Ho camminato tanto, così tanto che ho distrutto un paio di sandali di cuoio che adoravo. E mi tocca passare gli ultimi giorni con le scarpe da tennis ai piedi. Oggi ho iniziato a mettere le prime cose in valigia. Sono piene zeppe a causa dello shopping che nell’arco dei giorni è continuato eccome.
Anche lo zaino è diventato una palla. Farò una bella fatica. Le nuvole si alternano al sole, in questo caldo pomeriggio. Avrei voluto scrivere di più e meglio. Ma a sera ero così stanca, che non sono riuscita a scrivere quello che avrei voluto, quello che avevo davvero in testa. Molti posti , molte facce, molte parole sono rimaste fuori da queste pagine. E’ stata un’esperienza unica e credo irripetibile nella mia vita. Di casa mi mancano poche cose. Mi manca il potermi esprimere davvero, questo sì.

Richard mi bacia. Appena appena. Rispondo al bacio e sorrido. Poi gli levo gli occhiali e lo bacio a lungo e con passione. Gli accarezzo i capelli morbidi che lui lascia un pochino lunghi. Gli lecco e gli mordo le labbra mentre le sue mani sono finite, in un lampo, lungo la mia schiena.
Quando mi stacco, mi guarda negli occhi e poi fra le labbra mi dice solo e con un fil di voce
- Wow.
Mi prende la mano e camminiamo su pont-neuf.

Che bello ! che gioia e che vitalità ! dei ragazzi ( amici ma anche sconosciuti ) si sono radunati al bordo della Senna, di fronte al Louvre e con fiati e percussioni ( solo con questi due strumenti ) stanno suonando come pazzi . ad assistere a questo concerto improvvisato, tutti quelli che passano. Resto ad ascoltarli per più di un’ora e m’infondono tanta energia. Oltre alla musica gira fumo e alcool a volontà. Ma io bevo e fumo solo la musica !

Ci sono sere che non guardo più le cose, il panorama. E altre in cui respiro a pieni polmoni e penso che tutta questa bellezza mi ucciderà. Nel senso buono. Troppa bellezza . tutta quanta insieme.

Mi regala un medaglione, Richard. E’ molto carino. Me lo mette al collo.
E’ verde. Lo apro e dentro c’è un orologio.
- C’est une montre..
- Oui. Merci. C’est très joli.
Sono sorpresa, non me l’aspettavo davvero. E incespico nel dire cose semplici con il mio francese.
Mi dice che così mi ricorderò di lui e dei pochi istanti vissuti insieme.
Mi bacia a lungo i capelli e mi abbraccia.
- Embrasse-moi, encore. Reste avec moi.
- Comme te veux…encore.
Ma non potevo incontrarlo nei primi giorni ?



2 commenti:

  1. Tempo e luogo dell'incontro invece sono perfetti.
    Se lo avessi conosciuto prima forse, con il passar dei giorni, avrebbe perso un po' del suo fascino. Un breve incontro lascia spazio alle più oniriche fantasie.

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  2. hai ragione Monsieur, la cosa ha più fascino così...buona domenica

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