martedì 11 settembre 2012

Paris

Oggi mi sento triste. Non mi fa bene sentire le persone a casa che mi danno pseudo-consigli. Mi sento triste, brutta, goffa, invecchiata. Eppure, camminando per St. Denis, un uomo mi guarda. E’ seduto a un bistrot mentre io passo con addosso cucita una brutta giornata. Mi guarda e sorride.
Poi dice.
– Vous etes très belle, madmoiselle !
Lo dice sottovoce, velocemente, credendomi francese.
- Merci. -, rispondo ricambiando il sorriso.
- Vous prenez un cafè avec moi ?
Ma ho già fatto qualche passo e faccio finta di non aver sentito.
Perché ? perché a volte mi sento scombinata, goffa, non all’altezza ? perché mi sento libera, ma nella mia prigione privata ? Non so se quell’uomo fosse bello, interessante, ma non lo saprò mai.
Sempre a causa della mia prigione, mi dico.

Poi lo rivedo. Rivedo l’uomo dell’altra sera. E’ pomeriggio e ho fatto shopping. Indosso un leggins, le scarpe da tennis e un vestito di zara che porto con una cintura in vita. Ci sono affezionata.
Vedo un viso sorridente tra la folla, tra St. Denis e chatelet. Non è bello, ma ha una gran luce negli occhi. Non dice nulla stavolta. Ha solo un gran sorriso, tutto per me. Come se mi conoscesse benissimo. Ricambio il sorriso, di cuore.


Dopo aver attraversata il Marais, si passa per rue de Lyon, la si percorre fino a rue Daumensil e quasi subito ci sono scale che portano alla promenade plantée. In pratica, sotto c’è la città e sopra si cammina sospesi tra il verde, il parco, le panchine e le fontane. La promenade dura 4,5 km e arriva fino alla tangenziale. È bello camminare, girarsi a destra e a sinistra e vedere da vicino i tetti della città.

Shopping. Shopping da C & A. compro due pantaloni e quattro bluse. Due borse e un medaglione.
Un rapporto qualità- prezzo incredibile. Perché questa catena non c’è a Napoli ( mi pare ci sia a Milano )? E perché i gusti del gelato cote d’or sono diversi da quelli italiani ? Qui si può trovare vaniglia del Madagascar. Oppure solo pistacchio o solo caramello o mela verde. O vaniglia con caramello e noci. Buono da cader stesi al suolo.

Ci metto dieci minuti, con la metro, ad arrivare al cimitero di Montparnasse. E’ più piccolo di quello di Père-Lachaise. Qui sono sepolti, tra gli altri, Noiret, Ma Ray, Brassai. Ma le tombe sulle quali mi soffermo sono tre. Quella di Serge Gainsbourg, piena di fiori, peluche, baci stampati con il rouge à levres ( rossetto ) da ogni parte del mondo. Quella di Baudelaire , piena di messaggi in italiano. E quella di Sartre, uno degli autori francesi che più amo, che è sepolto con Simone de Beauvoir. Non sapevo fossero sepolti insieme. Ed è bello che sia così. Non erano marito e moglie. Ma erano amanti. A letto, spesso, dopo aver fatto l’amore, leggevano Cèline. C’erano parti del Voyage che Sartre conosceva a memoria. Ho pensato che forse per gli amanti c’è una piccola possibilità. Tanti istanti che non hanno potuto vivere insieme, pezzi di vita individuali e momenti rubati in fondo a un giorno o a una settimana o un mese. E poi forse questa piccola grande possibilità. Quella di stare insieme,per sempre, nella morte.

4 commenti:

  1. ma che bella poesia che sei...tu!bacio
    Nk

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  2. Bella "tranche de vie" questa di oggi...molto malinconica, come certi pomeriggi d'autunno.

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  3. @ monsieur- merci monsieur..je t'embrasse...

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