domenica 9 settembre 2012

Paris

Philippe è qui nello studio. Cerca di istallare free-box.
- Oh la tecnologie !
Prende il coltello per aprire il pacco che contiene l’alimentatore.
- Philippe , ça s’appelle comment ?
- Conteau.
- Et ça ?
- Ciseaux , Lucià.
Lo guardo negli occhi, quegli occhi verdi e incredibili. Ciseaux sono le forbici. Ma mi sembra una parola bellissima.

Sono a Pigalle, in rue Chaptal, la percorro fino in fondo, fino ad arrivare al museo della vie romantique. Un piccolo tuffo nell’800. Mi squilla il cellulare. Vedo un numero francese.
- Oui.
- Lucià,je suis Philippe,ça va ?
- Ça va très bien , merci et toi ?
- Tout va biene, merci.
- Tu est à le studio ?
- No, Philippe. Je suis à Pigalle.
- Alors, je vais à la maison, Lucià, parce que arrivera le technicien!
- D’acord,tu a le clef . je retourne eviron à le 15h00.
- Tu n’est pas obligée.
- Ok . bonne journée.


Ritorno a casa verso le tre del pomeriggio e trovo la tv accesa. Segno che Philippe è stato qui e con il tecnico ha aggiustato tutto. Che bello ! chiamo a casa, posso chiamare verso i fissi in Italia gratuitamente. Parlo con mio padre. E poi chiamo lui. Risponde con quella sua voce bellissima.
- Merci Philippe, je suis retourné maintenant et j’ai vu que tout marche très bien.
- Oui je suis content.
- Tu est très gentil ! merci ! Je t’adore ! -, dico con vivo calore.
Lui sorride e mi ringrazia. Poi aggiunge che posso chiamarlo per qualsiasi cosa.
Ah ! Philippe ! io ti chiamerei di continuo con il mio francese traballante che ti fa tanto sorridere. Non farei altro che chiamarti o stare ferma lì a guardare quel viso e quel modo di fare che mi fanno tanto “tourner la tete”.

Nessun commento:

Posta un commento