martedì 20 novembre 2012

Hai il cuore di una donna, sarai un uomo migliore


Un cielo grigio,ieri, su Napoli e una pioggerella sottile a incorniciare un pomeriggio indimenticabile. Cammino a passo spedito, non mi va di aprire l’ombrello. Percorro via Crispi in pochi minuti e mi fermo al numero 86, all’istituto francese. Entro e sulle scale intravedo giù qualcuno del gruppo su Facebook. Qualcuno già lo conosco, altri li conoscerò con immenso piacere durante la serata. Sono in largo anticipo, ma ormai conosco le abitudini di Erri. E anche stavolta non si smentisce, arriva in anticipo . Si ferma a chiacchierare , a fare foto e a firmare copie con noi lettori. Gli presto la penna per firmare copie, ed è una penna a cui tengo e con piacere noterò , tempo dopo, che se l’è tenuta in tasca, che anche oggi magari è nelle sue mani e ci scriverà qualcosa.
Erri De Luca, questo pomeriggio è qui per presentare il suo cortometraggio “ Il turno di notte lo fanno le stelle “ , interpretato da Enrico lo Verso e diretto da Edoardo Ponti. Entrambi partecipano all’evento. E si aggiunge anche la grande Isa Danieli, per leggere alcune pagine dell’ultimo
libro di Erri.
Si comincia in orario, alle 18, perché Erri è un napoletano “ svizzero”.
Siedo in prima fila. Qualche posto più in là c’è Fiorenza , la sorella di Erri e Isa Danieli.
Ed è subito lei a salire sul palco. Erri le tiene il microfono e alla sua maniera – una maniera magistrale- legge il secondo atto della commedia “ La doppia vita dei numeri “.
Ascoltarla è un piacere. Gli applausi per lei sono profondi. E sentiti.
Poi, il buio in sala. Erri si siede a terra a gambe incrociate. La proiezione ha inizio.
Il cortometraggio dura circa 25 minuti , con una citazione iniziale di un verso del poeta Izet Sarajlic, che non può non entrarmi dentro per la bellezza e la semplicità.
Quei 25 minuti mi sono sembrati un soffio, una piuma, qualcosa di assolutamente leggero, ma fortemente tangibile. Avevo sentito e letto critiche non propriamente entusiaste di questo cortometraggio, critiche che non condivido affatto. Io l’ho trovato bellissimo.
Semplicemente bellissimo. Scritto, diretto e interpretato magnificamente.
Insomma, un piccolo cadeaux. Un pétit bijoux.
(Tanto per citare la lingua che amo profondamente e che in questo pomeriggio
sento parlare intorno a me.)
Ne “ Il turno di notte lo fanno lo stelle”, un uomo e di una donna si incontrano per scalare una parete in montagna. Hanno superato un momento difficile in ospedale, mesi prima. E quella della scalata è una promessa e , insieme, una piccola rivincita. All’uomo è stato trapiantato il cuore di una giovane donna, che in qualche modo lui sente “madre “, perché ha ricevuto la vita una seconda volta. Ed è qui che arriva la frase più bella che ha sottolineato anche Edoardo Ponti:
“ Hai il cuore di una donna, sarai un uomo migliore “
Quando si riaccendono le luci , Erri risale sul palco con Enrico e Edoardo.
E sono parole, risposte alle domande che arrivano in sale. Ce ne sono varie, alcune banali ( perdonnez-moi ), ma tra le tante parole, ritorna il ricordo di Izet Sarajlic , poeta di Saraievo che ora dovrò assolutamente leggere, perché come non si può non leggere uno che nel 2000 scrive una lettera ad un amico ( Erri De Luca ) e scrive il giorno , il mese e l’anno, ma quell’anno 2000 lo scrive “ 1999+1 “ ? Impossibile, lo si deve leggere.
Erri ricorda che durante la guerra per sopravvivere al freddo, Sarajlic fu costretto a bruciare i libri della sua biblioteca, si salvarono solo i libri di poesie perché la guerra finì prima.
E mi fa pensare una cosa alla quale non avevo pensato. I libri sono indistruttibili.
In un incendio sono bruciacchiati, ma restano compatti.
E in acqua, non affondano, ma galleggiano.
I libri sono indistruttibili, perché figli del legno.
I tuoi, Erri, lo sono più di tutti, mi sono detta sottovoce.

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