domenica 29 gennaio 2012

Non si dimentichi di me


L’amore non ha paura di me.
Gli offro un lauto banchetto,
della mia vita,

Tutto quel che vuole.

Solo una domanda gli rivolgo:
abbia Pietà,

non si dimentichi di me.

[Andrè Frénaud]

venerdì 20 gennaio 2012

Non ora, non qui


Quando morì non me ne accorsi. Dormivo sulla sedia, le mani intrecciate alle sue,gli occhi miei chiusi e i suoi aperti verso di me. Quando sciolsi le dita dalle sue fui solo al mondo.
Fu la mia porzione quella donna venuta fino a me. Edificammo contentezze, lenticchie di festa minore ma continua. E’ stata poco con me, una breve durata nel corso della vita, però è venuta.
Sono stato un persona in questo mondo non solo peri primi dieci anni della vita,
ma anche nei sette del matrimonio.
Essere al mondo, per quello che ho potuto capire, è quando ti è affidata una persona e tu ne sei responsabile e allo stesso tempo tu sei affidato a quella persona ed essa è responsabile per te.
Sette anni non furono pochi. Anche se fossero stati la metà o la metà ancora, non sarebbe stato poco. Non ci si può lamentare della brevità, non è giusto, ma della lunghezza sì. Ho avuto imbarazzo a vivere ancora. Non provo dolore nel vedere il cielo qualche volta uguale a quello di un agosto passato insieme in vacanza,però arrosisco di poterlo guardare,di essere rimasto.
Di questo per me si tratta,di essere il resto di alcune persone, delle loro sottrazioni.

Da “ Non ora, non qui “
Di Erri De Luca

domenica 15 gennaio 2012

I petali perduti


Le rose sciupate,
ai bordi del letto.
Le mille,amate
parole, tutte cancellate.
Ma le farò rivivere
in una nuova casa
e con più cuore.
….. …molte di
loro, quelle che più amo,
ritorneranno…
….. ….. ….
I petali perduti
al risveglio solitario.
Il saluto che non mi
hai lasciato .
I baci e i capelli
sciolti all’amore…
l’amore andato
senza passato
senza futuro.

martedì 10 gennaio 2012

Erano occhi assenti


Si aggiustò i capelli. Si riabbottonò la camicia e si diede un’occhiata allo specchio. Bevve un sorso d’acqua e si mise a sedere. Parlò con lui del più e del meno. Lo guardò negli occhi. Erano occhi assenti. Occhi che cercavano un appiglio nella stanza. Avrebbe voluto stringerlo, ma sapeva che non si sarebbe sciolto in quella stretta. Conosceva quel silenzio, eppure ogni volta reagiva come di fronte all’inaspettato. In cuor suo sperava che sarebbe stato diverso. Che l’avrebbe ascoltata, baciata ancora. Ma non era così. Dopo un po’, prese le sue cose e uscì sotto il sole. Per un attimo le sembrò che lui la stesse chiamando. Si fermò e girò il capo, sorridendo. Ma non c’era nessuno dietro di lei. Solo l’ombra del silenzio. Anche stavolta non aveva cercato in nessun modo di averla con sé. Anzi, appariva sollevato di ritrovarsi ancora da solo, in grazia di Dio. Lei non era niente. Non era nemmeno una donna. Solo una manciata di minuti. Sono una stupida, pensò.