mercoledì 31 ottobre 2012

Gettando via la sveglia





Mio padre diceva sempre “presto a letto e
presto alzato fanno un uomo sano, ricco
e fortunato “.

Luci spente alle 8 in casa nostra
ed eravamo in piedi all’alba con il profumo del caffè
della pancetta abbrustolita e delle uova
strapazzate.

Mio padre ha seguito questa routine di base
per tutta la vita ed è morto giovane, spiantato
e,penso, non tanto
fortunato.

Tenendo a mente questo, ho rifiutato il suo
consiglio che è
diventato , per me, tardi a letto e tardi alzato.

Ora, non sto dicendo che ho conquistato
il mondo ma ho evitato
un numero infinito di ingorghi mattutini
ho scansato insidie quotidiane
e ho incontrato qualche persona strana,
meravigliosa.

Tra questi
il sottoscritto – uno che mio padre
non ha mai
conosciuto.

( C. Bukowski )

mercoledì 24 ottobre 2012

Con febbre




Piccola piccola in quel letto.
Piccola tra quelle braccia,
su quel petto.
Ogni centimetro di pelle
rivelava un nuovo segreto.
Più bello,più prezioso di prima.
Bere, mangiare a letto, nudi.
Baciarsi per ore.
Quasi in silenzio. Rifare l’amore.
Stringersi fino all’inverosimile.
Fare un bagno caldo.
Camminare con il corpo ancora umido.
Ballare in mezzo alla stanza.
Guardarsi nudi , allo specchio,
uno accanto all’altra.
E poi stretti. E poi fusi.
Condividere appieno l’intimità,
senza pudori.
Solo con febbre.
Stelle.
Porpora,
Cielo.
Mare.
Con fuoco.
Con lingue impazzite.
Con poesia.
Con disperata festosità.
E prezioso conforto.

mercoledì 17 ottobre 2012

Arida




Un tempo la donna scriveva di getto. Scriveva pagine copiose che venivano fuori leggere e estemporanee. Era una cosa che la faceva sentire felice, scrivere. Ora invece era diventato difficile.
Le parole le si fermavano in gola e rimaneva in silenzio, anche davanti a un foglio bianco.
Avrebbe voluto dar corpo ai suoi pensieri, ai tanti personaggi che popolavano le sua mente.
Ma niente. Era diventata arida, senza cuore. Le emozioni non passavano più attraverso la pelle.
Le emozioni le aveva lasciate in un posto lontano dal corpo e dal cuore.
Rimanevano in esilio, senza di lei.
Ne soffriva. Soffriva tanto, perché improvviso non si sentiva più viva.
Sentiva solo questa soffocante solitudine. E questo silenzio improduttivo.
Girava in casa, da sola, per ore. Metteva apposto, cucinava,si provava dei vestiti.
Girava in casa, da sola, per ore. Pensando a tutto e a niente.
Aspettando la sera senza meraviglia. E poi la notte, che frettolosa , sarebbe svanita.

giovedì 11 ottobre 2012

Stenditoi


Non patire d’insonnia, piuttosto vieni
e conosci la terrazza di casa mia.
sali senza paura. Godi.
Cerca gatti grigi accarezzali.
Avvilùppati in qualche ragnatela.
Orina nelle bottiglie polverose.
Scopri stenditoi odorosi,
appèndivi desideri come lenzuola.
Coccola il reggiseno,
palpane i fondi con fervore suicida,
scova nelle tasche di gonne e camicette.
Sorridi, grida, trema.
Trova la luna tra le calze nere
E quando sarai assetato
Bevi il mare delle mie mutandine.


( Lucia Rivadeneyra)

mercoledì 3 ottobre 2012

In treno




La donna era in treno. Guardava fuori dal finestrino il mondo correre veloce. E anche tutto il resto stava correndo veloce. Capì, in quell'attimo preciso, che le loro vite non sarebbero state più le stesse. Da sempre erano state così unite. Non sorelle. Ma un'unica persone. Eppure in quei giorni si era sentita immensamente tradita. Non riusciva più a parlarle come prima. Le loro vite sarebbero cambiate, sarebbero state divise, in un preciso punto, da una terza persona. Nulla, sarebbe più stato come prima.
le si velerano gli occhi, sotto gli occhiali scuri.
Era molto tempo, che non si sentiva così sola.