giovedì 1 agosto 2013

Quartine


Come sei bello quando sei eccitato!
come hai gli occhi più neri... così neri:
due nere notti che stanno in agguato
sopra i miei sensi, sopra i miei pensieri.



"Tu mandali a dormire i tuoi pensieri,
devi ascoltare i sensi solamente;
sarà un combattimento di guerrieri:
combatterà il tuo corpo e non la mente."


“Non muoverti. Sta' ferma. Ho detto; ferma!
Che senta la tua fica fino in fondo
Bocciolo mio, ti innaffierò di sperma
Finché avrà fine il tempo e fine il mondo."

Patrizia Valduga

martedì 9 luglio 2013

Il contrario di uno



E prima di arrivare alla stanza dei tronchi, nella macchina noi stretti vicini, tu sotto la coperta mi hai cercato la mano e l’hai tenuta. Ho stretto gli occhi per strozzare il tempo. Gli occhi ci riescono. Uno si volta verso di noi e dice che il suonatore si è addormentato. Ho amato e conosciuto i corpi accalorati e presi nell’avvinghio, ma quella mossa tua è bandierina piantata in mezzo al vento di una cima, dove non si può salire in alto verso un’intimità maggiore, dove quella raggiunta è inabitabile. Da lì bisogna scendere. Così so dire adesso. Allora la tua mano è stata la congiunzione e, la particella che sta tra due nomi e li accoppia più di abbracci e baci. La tua mano minuta serrata nella mia inutilmente larga, serrata a serratura chiudeva noi due dentro e tutti gli altri fuori.



Da “ Il contrario di uno “
Di Erri De Luca

domenica 19 maggio 2013

Nel buio



Nel buio allungo le gambe.
stuzzico la notte,le vado incontro
cerco con il piede teso, la punta estrema delle stelle
ma non ci riesco.E’ complicato, eppure continuo
a restare ferma , così, senza luce,
senza stelle, né luna.
Avvolta solo da un buio pesto
che esalta la mia pelle eburnea,
il mio corpo lanuginoso.
Un buio, come coltre che mi difende
fino al nuovo giorno…

venerdì 8 marzo 2013

Come vorrei



Come vorrei, in questa sera di marzo, poter udire la tua voce di un tempo.
Quando era bella, calda e aveva parole per me, che mi giungevano come
regali inaspettati.
Mi domando come fai a non sentire questo vuoto.
Manca qualcosa e tu non lo sai.
Manca la mia tenerezza.
Ma forse non possedeva valore alcuno.

mercoledì 27 febbraio 2013

Franco Battiato - L'Ombra della luce



C’è stato un disco per me davvero importante nella vita, un disco al quale sono legatissima.
Ed è “Fleurs “ di Franco Battiato. Un disco di cover, delicato, poetico, bellissimo.
Quando avevo vent’anni ( o poco più ) credo di averlo consumato.
Era un periodo in cui mi piaceva molto starmene a casa, per conto mio.
Ricordo queste serate passate in camera, con la lampada accesa, una tazza di the alla vaniglia sulla scrivania…questo odore lieve in giro e la voce di Battiato che accompagnava questi momenti.
Poi altri dischi, altre canzoni sue amate tanto, ma sempre io rimango legata a quell’album.
Nonostante questo amore , non avevo mai avuto l’occasione di ascoltarlo in concerto.
E lunedì, al teatro Augusteo di Napoli, ho voluto finalmente ascoltarlo.
Non ha cantato molto. Meno di due ore di concerto. Non era nemmeno in grandissima forma.
Ma non si può dire che non sia affascinante. Le canzoni nuove e quelle più datate si sono mischiate al suono forte e alla immagini alle sue spalle.
Battiato oltre ad essere un grande maestro, è anche molto diretto e simpatico.
A un certo punto, ha interrotto il concerto per chiedere a quelli del teatro di spegnere l’aria condizionata, pare che gli andasse sulla testa e ovviamente gli causava molto fastidio.
In realtà, dal teatro hanno fatto sapere che non c’era l’aria condizionata, ma lui continuava a sentire questo spiffero.
Così ha detto – Saranno spiriti ?!??! Mi farò portare un cappello allora !
Un signore dal pubblico gli ha prestato il suo e ha cantato con il suo berretto in testa, l’altra metà delle canzoni.
“La cura” e “Ti vengo a cercare”, cantate meglio in altri momenti.
Il maestro era febbricitante, ma tutto gli si perdona.
Il pubblico non era dei migliori. Spesso noto che il pubblico vuole i pezzi più “popolari “.
Per ballare, urlare, ammassarsi.
E ci sta. Ci sta anche. Ma io quando vado a sentire un’artista,
voglio sentire innanzitutto la sua voce, le sfumature che racchiude in sé, quella sera.
Voglio leggere altro, qualcosa che conosco e qualcosa che non conosco ancora.
Voglio uscire dal teatro più ricca di quando ci sono entrata.
La ricchezza che ho ereditato lunedì, vive in queste parole.



Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente,
quando il mio percorso, si fa incerto.
E non abbandonarmi mai…
…. ….
Ricordami, come sono infelice,
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai…

martedì 8 gennaio 2013

Piove musica




Piove. E’ un tardo pomeriggio d’inizio dicembre.
L’albero di Natale luccica, al piano di sotto di questa piccola casa.
Luccica, illumina ogni cosa in modo nuovo e unico.
Sorseggio una cioccolata calda.
In sottofondo , ascolto Fleurs di Battiato.
Uno dei miei dischi preferiti in assoluto.
Mi ricorda i miei vent’anni o poco più.
Le amo, ancora tutte, queste canzoni.
Piove. Ancora. Non fa altro.
Ma la musica mi mette a riparo.
Quante cose cambiate in una decina d’anni.
Cambiate , eppure sempre uguali.
Ecco, ora canta “ era dè maggio “.
Alzo il volume e come sempre penso a mia nonna
quando ascolto questa canzone.
Sono stanca, tutto qui.
Sono molto stanca, oggi. Di quella stanchezza assai brutta,
che non lascia spiragli e riparo.
Sono stanca di tutti.
Sono stanca di essere cordiale, dolce,
remissiva. Di capire sempre gli altri,i loro tempi,
i loro spazi, i loro mondi.
Sono stanca. Ma felice.
Oggi felice fino alla lacrime.
Perché ho capito quali cose sono davvero passate.
Finite,per sempre.
Iniziate con un sogno e giunte al termine con un sogno.
C’è un’unica cosa che mi rammarica nel profondo.
Io non ho mai chiesto nulla.
Lo dico con un certo orgoglio :
non ho mai chiesto nulla a un uomo.
Né amore, né altro.
Solo una cosa avrei voluto.
Tutta per me..
Con tacita domanda ….
Avrei voluto tenerezza.
Solo questo.
Semplice tenerezza.
Ma , ovviamente, non mi è stata concessa.
Ma va bene così, doveva andare così..
Bramo solo solitudine, ora.
Non desidero altro. Non la temo,
perché bene, ottimamente –direi-, la conosco.