martedì 9 luglio 2013

Il contrario di uno



E prima di arrivare alla stanza dei tronchi, nella macchina noi stretti vicini, tu sotto la coperta mi hai cercato la mano e l’hai tenuta. Ho stretto gli occhi per strozzare il tempo. Gli occhi ci riescono. Uno si volta verso di noi e dice che il suonatore si è addormentato. Ho amato e conosciuto i corpi accalorati e presi nell’avvinghio, ma quella mossa tua è bandierina piantata in mezzo al vento di una cima, dove non si può salire in alto verso un’intimità maggiore, dove quella raggiunta è inabitabile. Da lì bisogna scendere. Così so dire adesso. Allora la tua mano è stata la congiunzione e, la particella che sta tra due nomi e li accoppia più di abbracci e baci. La tua mano minuta serrata nella mia inutilmente larga, serrata a serratura chiudeva noi due dentro e tutti gli altri fuori.



Da “ Il contrario di uno “
Di Erri De Luca