domenica 30 novembre 2014

Paris sera toujours Paris...

E’ domenica mattina, 22 novembre. Sono seduta sul letto con la finestra aperta e guardo i tetti di Parigi. Si, anche quest’anno sono ritornata. Il mio cuore pulsa per questa città. Sono in un albergo di rue di Rivoli, al quinto piano. Sono seduta in camera dopo una buona petit déjeuner .
Quest’anno non sono andata nel mio piccolo studio, da Philippe. Lui era in giro per la Francia con un tourné teatrale e c’erano problemi tecnici, diciamo così. Sono arrivata ieri, verso del due del pomeriggio e quando sono uscita dalla metro mi sembrava che nemmeno un giorno fosse passato. Sembrava di stare a casa.


Ho girato tutta la domenica insieme ai parigini. Ho mangiato qualcosa di leggero a pranzo e ho comprato un dolce nel pomeriggio, da Grosselin. Il tempo è bello e soleggiato. Mai visti giorni così a Parigi. Ieri , la prima cosa che ho rivisto, uscendo dalla metro, è stato l’Hotel de Ville. E ho pensato all’anno scorso. Al nostro incontro in un pomeriggio freddo di novembre.
Il nostro “ Hotel de Ville “.


Questo lunedi piove. Piove appena esco. Anche se sono giorni decisamente più caldi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ho trovato un’offerta in questo hotel molto buona. Sia la tassa di soggiorno che la petit déjeuner , sono compresi nel prezzo. Ci sono cose buonissime a colazione e non ce la faccio a mangiare tutto. Ma le ragazze di “Les couleurs des blés “ mi mancano da morire !
Così passo a trovarle per pranzo e mangio un croque monsieur…che come lo fanno loro non lo fa nessuno….

Questi giorni ci volevano . me li sono regalati. L’anno scorso credevo di aver chiuso un periodo doloroso. Invece, quest’anno , ho conosciuto momenti ancora più duri. E quando c’è tempesta, quando si calma anche solo per pochi istanti, io so fare solo una cosa :mettermi su un treno, o aereo o auto e andare. Fossi in me viaggerai tutta la mia. E quando c’è tempesta , quando si calma anche solo per pochi istanti , quando la tempesta lo permette , io vengo a trovare ristoro per queste strade. Perché chi ama davvero un luogo, non dimentica la felicità che vi ha conosciuto.


Oggi camminavo per Avenue de l’Opera e tutto mi era familiare. Quando sono rimasta qui un mese intero, tutte le mattine mi svegliavo di buon ora, passavo davanti al consiglio di stato e poi arrivavo per questa strada e andavo a fare la spesa al Monoprix. Ricordo una grande sensazione di libertà..ricordo l’abitudine , mai diventava davvero tale…e ogni mattina mi meravigliavo di tutta quella bellezza. Come me ne meraviglio adesso. Anche se si tratta di bellezza familiare.
Anche la lingua la sento ancora più vicina e parlo con più facilità. Buttandomi , senza pensarci su troppo come facevo un tempo. Seguo l’istinto…


Mi sono stancata da morire ! ma che bello fare shopping qui, trovo di tutto….cose carinissime a prezzi davvero ottimi. Già lo sapevo. Infatti sono venuta con una grossa valigia semivuota e quando ho lasciato il bagaglio, la signora che si è occupata di imbarcarlo ha detto
- Ma è solo 7 chili….lei ha pagato per venti chili !
- Si lo so, ma al ritorno…le assicuro che saranno venti chili…devo fare shopping…
- Ora è tutto chiaro ! motivazione eccellente...-, ha detto.
Abbiamo sorriso. ( e in effetti al ritorno…erano quasi venti chili !!!!)
Nonostante lo shopping felice , c’è stato per me un fortissimo dolore : non aver trovato in nessun monoprix i palets intense della cot d’or ! In assoluto i miei biscotti preferiti. Che dolore lancinante !

Non mi sento bene. Ho mal di gola, raffreddore, dolori muscolari….troppi sbalzi di temperatura. Mi tocca prendere qualche medicina per rimettermi in piedi …


Guardo le persone intorno. I francesi al mattino sembrano marionette super veloci che scattano a lavoro. Velocissimi, efficienti. Ma la cosa che mi piace davvero di loro è che parlano. Quando sono seduti ai tavoli , si guardano negli occhi e si parlano davvero. A Napoli, vedo solo gente che guarda il cellulare…ed è triste. Infatti, riconosco subito gli italiani in giro. Sono quelli che si scattano selfie improbabili per mostrarli in tempo reale su facebook. Quando ho preso l’aereo, una donna si è fermata sulla scalette per salire, ha messo tra le labbra una sigaretta per farsi un selfie sulla scaletta dell’aereo, mentre noi, dietro, dovevamo aspettare che la facesse finite con le sue stupidaggini.
Avrei voluto dirle : “ ma goditi questo momento, vivi, sei qui adesso. Vivi prima le cose e poi scatta le foto. “ Ma la gente preferisce apparire anziché essere e vivere il momento che non tornerà. Io sono completamente diversa. Quando viaggio o faccio qualcosa d bello, mi dedico solo al momento. Niente computer e poco telefono. Ci si deve dedicare ai luoghi.

Stamattina cammino da sola per queste strade. Ho lasciato mia sorella ai jardin du palais royal e io ho passeggiato sotto una pioggerellina. Sono passata davanti al consiglio di stato, davanti alla palestra che vedeva tutte le mattine quando uscivo dallo studio di Philippe. Quanti ricordi !
Di un periodo bellissimo e spensierato. Quante cose cambiate eppure sempre uguali .
Ero libera, spensierata. Ho camminato a passo spedito sentendomi parte del tutto. Ero serena e ho sentito che quell’attimo, seppur breve, mi sarebbe bastato.
Ne avrei fatto tesoro, in quei giorni senza sole.

Mi chiami mentre sto mangiavo in un posto carino a St Michel . Metto da parte la baguette e ti racconto tutto. Anche quello che non sono riuscita a mettere in questi fogli. Perché ho scritto poco e ho scattato poche foto, rispetto a tutta la bellezza che ho visto. Tutta la bellezza anche quella nascosta. Come quella di incontrare facce note…che magari ho notato solo io. Ti racconto che George è ancora li che chiede l’elemosina davanti al monoprix di St Michel…ha qualche ruga e qualche capello bianco in più, ma io me lo ricordo ancora che fu la prima persona ad aiutarmi qui cinque anni fa
Non spiaccicavo nessuna parole di francese e volevo prepararmi un caffè da sola al monoprix e scaldarmi una brioche …ma avevo problemi con la lingua…lui si avvicinò e non disse nulla…prese il bicchiere e mi mostrò quello che dovevo fare, senza così chiedere nulla alle commesse.
George! George e il suo cane a st Michel. Ho notato che stavolta indossava gli occhiali.
Così come sta ancora lì, a chatlet, a volte nella chiesa di St Eustache…e altre volte al forum des halles…la signora di colore che parla da sola incessantemente. A volte ride, altre volte piange.
La faccia di certa gente è uno spettacolo. Della gente reale, intendo. Di quella autentica.
Te lo racconto….

Quando finisco, esco e vado a comprare qualcosa da Six, poi spulcio da Mark &Spences food. E infine passo per il quartiere latino. Cammino a passo veloce , quando vedo un bel ragazzo dirmi
- Buonasera…
- Buonasera…ma come fai a sapere che sono italiana ? di solito mi prendono per spagnola…
- Ce l’hai scritto in fronte” made in Italy “
E’ un ragazzo di Caserta e ha una pizzeria lì, con un amico. Gli dico che magari il giorno dopo ripasso. Mi lascia intanto il suo bigliettino da visita . non si sa mai. Magari un giorno potrei lavorare per loro !

Mi sveglio presto, cammino per il quartiere ebraico e poco prima delle dieci , tutto è ancora tranquillo. L’aria fredda sul viso mi tempra, mi carezza. Una sensazione invincibile di libertà mi attraversa e mi riempie completamente. Per qualche minuto, mi pare di aver fermato il tempo e di non aver bisogno di altro.

Chiamo casa. Sento i miei genitori. Mi sembrano così lontani e improvvisamente li sento così fragili, così invecchiati. Specie mia madre. La sua voce al telefono, sembra quella di una signora molto anziana e questo mi fa tenerezza, ma anche paura. Già, paura…


Nel pomeriggio me ne sono andata al centro Pompidou. Mi sono connessa per controllare eventuali novità per l’aereo da prendere al ritorno. Ero seduta a un tavolo e c’erano accanto a me una decina di senzatetto. Uno alla mia sinistra , c’ha provato. Alcuni erano alticci. Una donna voleva litigare con la ragazza seduta difronte a lei. Mi guardavano un po’ straniti. Forse si chiedevano come mai , io lavata e profumata ero in mezzo a loro e non avevo una connessione con il cellulare come tutti i comuni mortali. Devo dire che ( a parte l’odore sgradevole ) ho trovato molto più interessanti loro che i “ comuni mortali “.

La mia ultima passeggiata serale me la godo fino all’ultimo respiro. Rubo l’aria e spero di conservarne un po’ nei miei polmoni…

Sono all’aeroporto di Orly. Mi sono dovuta svegliare alle sei . sono uscita dall’albergo alle sette e e mezza. Parigi era ancora buia. Sembrava di camminare in piena notte c’era una leggera pioggerellina, le persone che andavano a lavoro, qualche ragazzo che ci andava in velò. Ho camminato per St Denis, fino ad arrivare a Chatlet les halles. Non mi andava di fare due cambi di metro. Sono passata davanti alla chiesa di St Eustache , quando la campana ha suonato le otto. Ho guardato ogni piccolo particolare con stupore incantato. E avrei voluto congelare quei minuti, perché gli ultimi.
Ora sto aspettano su una poltrona, che si apra il check in e anche se l’ho fatto on line, devo consegnare il mio bagaglio da stiva. Una volta imbracata la valigia, me ne andrò a spasso per l’orly sud. Felice ancora una volta, di essere stata qui. Tra questa gente, per questi boulevards, che sempre e per sempre mi emozioneranno facendomi sentire così inspiegabilmente viva.
Perché passano le stagioni, gli anni, le gioie e i dolori…ma Paris sera tou
jours Paris…

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