venerdì 28 marzo 2014

Ivano Fossati alla feltrinelli di Napoli


Ha parlato subito del libro, Ivano Fossati. “ Tretrecinque “, questo il titolo del suo primo romanzo. Che non ho letto e che forse non leggerò. Mi è bastato sfogliare alcune pagine, leggere alcuni capitoli, nell’attesa che uno degli amori della mia vita si materializzasse , per capire che non lo leggerò. E’ scritto sicuramente bene, ma la storia non mi rapisce. Anche se lui, la racconta benissimo.
Indossa un maglione beige e un pantalone scuro, gli immancabili occhiali da vista.
Siedo in prima fila e non posso che osservare attentamente. Far scorrere gli occhi su ogni centimetro di lui. E’ un uomo bellissimo, per me. E non dimostra gli anni che ha.
Le domande che gli vengono poste in sala hanno sempre a che vedere con la musica, con la sua scelta di abbandonare il palco. Il fatto è che noi che lo ascoltiamo da anni, ancora speriamo in un ripensamento.
Lui risponde con intelligenza, verve, ironia. Con quella voce che per me è sempre “ velluto che
vola “. …Con quella bellissima cadenza genovese.
Quando tutto è finito mi avvicino a lui per scambiare qualche parola ( seppure sciocca ), per un autografo, una foto. E’ gentile. Gentilissimo.
- Che piacere Ivano -, dico-, io sono Lucia….
- Ciao Lucia…
- Aspetta vengo accanto a te Ivano…quando mi ricapita più nella vita ?!??!
- Perché ? potrebbe capitarti ancora !
Mentre mi scattano una foto accanto a lui , dico alla fotografa:
- Fanne due va, che con la sfiga che ho viene male la prima !
- No, Lucia -, mi dice guardandomi negli occhi. – Nessuno è sfigato nella vita e
Tantomeno tu…
Il fatto è che lo dice con estrema serietà. E la cosa che mi colpisce è che io l’avevo detto ironicamente…ma forse nel mio tono, seppure si trattava di una sciocchezza, è come se fosse venuto fuori un malcontento e un dolore che ultimamente mi porto sempre a spasso.
L’ha detto con serietà, come se sapesse che spesso mi sento “mancante”.
(Questo mi ha fatto pensare anche a una cosa che detto parlando del suo libro, di questo suo personaggio che non ha paura di osare, di cambiare, di mettere le distanze.
Ha detto “ Se la vita di una persona non gira in quel posto, evidentemente girerà più lontano, da un’altra parte. Non abbiate paura delle distanze “ .)
- Sai -, dico, - anni fa ti ho incontrato proprio qui, in questa libreria mentre per i fatti tuoi compravi libri…e mi ci volle tanto coraggio per avvicinarti, mi sembrava di disturbarti. Ma lo feci..
- - Disturbare ?!??! No ! E perché mai ? Facciamo una cosa , Lucia. Se mi incontrerai ancora, disturbami ogni volta. Sempre !
Grazie Ivano. Grazie per le parole. Per “ Carte da decifrare “. Per la tua voce che è velluto che vola.
Per il sorriso. La cadenza genovese. Di tutto. Grazie di tutto.

giovedì 13 marzo 2014

Dopo di me...

Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati.
Non ho nessuna pretesa.
Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, i miei capelli sono insignificanti.
Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te.
Come faccio ad esserne certa?
Ti sei guardato in giro?
Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura.
Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici.
Non mi innamoro mai, tranne una volta.
Ti parlo, ti parlo tanto.
Ti ascolto, ti ascolto tanto.
Faccio l’amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo.
Lecco le tue dita e arrossisco.
Mi sforzo di capirti.
Sono la tua amica con la gonna troppo corta per non provare un brivido.
Forse non mi ami ma io so di averti fatto impazzire.
Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, le mie perversioni, i miei occhi simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro.
Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno.
Vattene, tanto mi sognerai per sempre.
Tra vent’anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda.
Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me.
Magari non mi ami, ma questo non vuol dire niente.
Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io.
E se la trovi mandala via, perché non sono io.
Pentiti tra qualche mese e sappi che quelle come me amano così tanto da non essere capaci di perdonare».


Susanna Casciani

martedì 11 marzo 2014

Ho bisogno delle tue mani, amore...

M’invade la follia
in questa notte che
non conosce riposo.
Sono gelosa.
Avida di ogni tuo passo.
Penso alla tua bocca
e il desiderio mi assale.
Voglio che sia ancora mia.
Voglio per me il tuo viso
i tuoi occhi
i tuoi respiri
la tua pancia
la tua lingua
la tua carne
il tuo cazzo.
Voglio il fracasso dei tuoi pensieri.
La magia dei tuoi sogni.
L’ombra delle tue paure.
Tutte le tue piccole malinconie
e perfino il più grande dolore.
Ho bisogno del tuo mondo
per cercare di capire il mio.
Renderlo, a poco a poco,
vivibile. Caldo. Degno di essere
conosciuto.
………. ………….. ………. ……..
Ho bisogno delle tue mani, Amore,
per staccarmi da questo assurdo morire.