venerdì 16 settembre 2016

Oscurare le mie stelle...

Mai mi era capitato. Mai, come in questi ultimi mesi.
Non esiste libro, film, immagine o musica che riesca a rapirmi…
A destare la mia completa attenzione.
Faccio fatica. E tanta.
Ogni tanto mi costringo a leggere due righe…
Ma le parole restano lì, ferme, gelide….e non le so fare davvero mie.
Non esiste, per me, essere umano interessante,oggi.
Non me ne frega di nulla e nessuno.
Non sono vagamente incuriosita da alcun cristiano.
Arriccio il naso davanti ai sentimentalismi.
Davanti alla banalità, alla mediocrità.
Sono infastidita dalle famiglie,
“ sono il vaiolo della società “, diceva
Marlon Brando in “ultimo tango a Parigi “.
Sono infastidita dai bambini lagnosi ,dalle mamme moderne.
“ Donne multitasking “ del cazzo.
Dai padri barricati nei loro suv alle uscite della scuola.
I padri, che chattano su whatsapp con le loro varie "trombamiche ", aspettando “la luce dei loro occhi “ uscire dalle aule.
Io sono per il singolo. Nudo e crudo. Folle e solitario.
Sono per gli artisti, i disperati, i senzatetti i senzaidee….
Non mi interessano i pensieri, i punti di vista degli altri.
E anche di fronte al dolore altrui,
dopo ,(sì, quello sì ) essermi magari commossa o aver provato
un leggero tremito o comunque una vaga sensazione di pena,
dopo, dicevo, passo oltre…leggera, mi scrollo tutto di dosso.
Faccio spallucce e mi dico “ C’est la vie ! “.
Tratto gli altri in base a come vengo trattata.
Anche il sesso mi annoia. E’ diventato scontato, ripetitivo, apocrifo.
Non sanno fare l’amore. Vanno pazzi per la ginnastica veloce che non
conosce desiderio autentico e lascia
l’anima parcheggiata in garage, con le luci spente.
La devo chiamare apatia. Aridità. Nullità. Senilità precoce
Non lo so. Io non so più tante cose.
“So solo che la pioggia continua a rigare le mie finestre.
E a oscurare le mie stelle”, pensò Linda, camminando nella penombra
della sua casa.
Ravvivando i cappelli e districando i suoi disegni confusi.